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04 Mar
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La figura dell’influencer si è ormai affermata come una vera e propria attività economica: non si tratta più solo di “postare contenuti” sui social, ma di generare reddito tramite sponsorizzazioni, collaborazioni commerciali e altre forme di monetizzazione digitale. Per questo motivo, la normativa fiscale e previdenziale italiana attribuisce a questa attività regole precise, analoghe a quelle dei liberi professionisti e dei lavoratori autonomi.

Inquadramento della Figura dell’Influencer

In Italia l’influencer che svolge l’attività in modo continuativo e con finalità di reddito deve essere considerato un libero professionista o un lavoratore autonomo. Ciò significa che, se l’attività non è occasionale, è obbligatorio aprire una Partita IVA e dotarsi di un codice ATECO appropriato per la classificazione dell’attività economica. Dal 1° gennaio 2025 è stato introdotto il codice ATECO 73.11.03, dedicato proprio alle attività di influencer marketing e di promozione commerciale tramite canali digitali.

Regime Fiscale: Partita IVA e Regime Forfettario

Una volta aperta la Partita IVA, l’influencer deve decidere il regime fiscale più adatto:

  • Regime Forfettario: è la scelta più comune per chi inizia o ha ricavi non troppo elevati.
    • Prevede l’applicazione di una imposta sostitutiva del 5% nei primi 5 anni (se si rispettano i requisiti di startup) oppure del 15% sul reddito imponibile.
    • Il reddito imponibile è calcolato applicando un coefficiente di redditività (che varia in base all’attività) ai ricavi.
    • I contributi previdenziali sono versati principalmente alla Gestione Separata INPS.

Contributi Previdenziali: INPS e Gestione Separata

Oltre alle imposte sui redditi, l’influencer deve versare i contributi previdenziali. L’ente previdenziale coinvolto dipende dal tipo di attività e dalla forma giuridica:

  • Se l’attività è svolta come libero professionista, i contributi si pagano di norma alla Gestione Separata INPS.
  • In altri casi (ad esempio se l’attività è inquadrata come impresa con iscrizione alla Camera di Commercio), possono essere richiesti contributi in altre gestioni INPS.

In ogni caso, la soglia dei € 5.000 annui — spesso citata in passato — non è più rilevante per definire l’obbligo di apertura della Partita IVA: è invece la abitualità dell’attività e l’organizzazione professionale che costituiscono il criterio principale per determinare l’obbligo fiscale e previdenziale.

Regole Pratiche da Tenere a Mente

Contratti chiari: è fondamentale stipulare accordi scritti con i brand o i committenti per ogni collaborazione, specificando compensi, durata e obblighi.

Fatturazione corretta: ogni compenso percepito deve essere fatturato correttamente, con indicazione del regime fiscale applicato e della ritenuta o imposta sostitutiva.

Dichiarazioni e versamenti: gli influencer devono presentare la dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF) e versare i contributi nei termini previsti dalla normativa fiscale e previdenziale italiana.

Conclusione

L’attività di influencer è ormai una professione riconosciuta sotto il profilo fiscale e previdenziale. Per operare in regola è necessario:

  1. Valutare se la propria attività è occasionale o abituale.
  2. Aprire una Partita IVA con codice ATECO adeguato.
  3. Scegliere il regime fiscale più vantaggioso (spesso forfettario).
  4. Versare i contributi all’INPS e adempiere a tutti gli obblighi fiscali.

Seguire correttamente queste regole non solo è obbligatorio, ma permette anche di ottimizzare la gestione fiscale della propria attività digitale e di evitare contestazioni con il Fisco.

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