4 min letti
30 Jun
30Jun

Chi vive con un cane, un gatto o un altro animale da compagnia sa bene quanto le cure veterinarie possano incidere sul bilancio familiare. Visite specialistiche, esami diagnostici, farmaci e interventi chirurgici rappresentano spesso spese importanti.

Quello che molti contribuenti ignorano è che una parte di questi costi può essere recuperata attraverso la dichiarazione dei redditi. Anche nel modello 730/2026 è infatti prevista una detrazione IRPEF del 19% per le spese veterinarie, nel rispetto di specifici requisiti e limiti di legge.

Quali spese veterinarie sono detraibili

La normativa riconosce la detrazione per le spese sostenute per la cura di animali detenuti legalmente a scopo di compagnia o per attività sportive. Tra le spese ammesse rientrano:

  • visite veterinarie;
  • prestazioni specialistiche;
  • interventi chirurgici;
  • esami di laboratorio e diagnostici;
  • ricoveri presso cliniche veterinarie;
  • acquisto di farmaci veterinari.

Per quanto riguarda i medicinali, non è più necessario conservare la prescrizione del veterinario. È sufficiente lo scontrino parlante, che deve riportare:

  • il codice fiscale dell'acquirente;
  • la natura del prodotto;
  • qualità e quantità del farmaco;
  • il codice identificativo del medicinale (AIC o codice FV).

Sono validi anche gli acquisti effettuati online presso farmacie o rivenditori autorizzati, purché riguardino farmaci per i quali non è richiesta la prescrizione.

Le spese che non danno diritto alla detrazione

Non tutte le spese sostenute per gli animali domestici possono essere portate in detrazione. Restano esclusi, ad esempio:

  • alimenti e mangimi, anche se dietetici;
  • mangimi speciali prescritti dal veterinario;
  • prodotti alimentari destinati agli animali.

La normativa considera infatti questi prodotti come alimenti e non come farmaci.

Quanto si può recuperare nel 730/2026

La detrazione è pari al 19% della spesa sostenuta, ma si applica solo sulla parte che supera la franchigia prevista dalla legge. Attualmente:

  • franchigia: 129,11 euro;
  • limite massimo di spesa detraibile: 550 euro.

Di conseguenza, la quota massima sulla quale calcolare il beneficio fiscale è pari a 420,89 euro, con un risparmio IRPEF massimo di circa 80 euro. Il limite di 550 euro riguarda l'insieme delle spese sostenute dal contribuente durante l'anno, indipendentemente dal numero di animali posseduti.

Attenzione ai limiti di reddito

La detrazione spetta integralmente ai contribuenti con un reddito complessivo fino a 120.000 euro. Per redditi superiori, il beneficio fiscale viene progressivamente ridotto fino ad azzerarsi al raggiungimento di 240.000 euro. Inoltre, per le spese sostenute dal 2025 è prevista un'ulteriore rimodulazione delle detrazioni per i contribuenti con redditi superiori a 75.000 euro, secondo i criteri introdotti dalla normativa e collegati anche al numero dei figli fiscalmente a carico. Per questo motivo è sempre opportuno verificare l'importo effettivamente spettante prima della compilazione della dichiarazione dei redditi.

Pagamento tracciabile: requisito fondamentale

Uno degli aspetti più importanti riguarda le modalità di pagamento. Per poter beneficiare della detrazione, le prestazioni veterinarie devono essere pagate con strumenti tracciabili, come:

  • carta di credito;
  • bancomat;
  • bonifico bancario o postale;
  • PagoPA;
  • altri sistemi di pagamento elettronico.

Il pagamento in contanti, nella maggior parte dei casi, comporta la perdita del diritto alla detrazione.

Le eccezioni

Il pagamento in contanti resta invece ammesso per:

  • l'acquisto di farmaci veterinari;
  • le prestazioni rese da strutture pubbliche o private accreditate al Servizio Sanitario Nazionale.

Quali documenti conservare

Per evitare contestazioni in caso di controlli è consigliabile conservare:

  • fatture e ricevute del veterinario;
  • scontrini parlanti relativi ai farmaci;
  • documentazione che dimostri il pagamento tracciabile (estratto conto, ricevuta POS, bonifico o altra attestazione).

Una corretta conservazione dei documenti consente di dimostrare il diritto alla detrazione anche negli anni successivi alla presentazione della dichiarazione.

Commenti
* L'indirizzo e-mail non verrà pubblicato sul sito Web.