3 min letti
14 Jan
14Jan

Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) diventa ufficialmente operativa la rottamazione quinquies, la quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle esattoriali. Si tratta di una misura molto attesa, che consente ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione con il Fisco pagando solo le imposte dovute, senza sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione.Il beneficio economico è rilevante, ma questa nuova rottamazione introduce regole particolarmente rigide: nessun ritardo è ammesso e il rischio di decadenza è concreto per chi non rispetta scrupolosamente il piano di pagamento scelto.

Cos’è la rottamazione quinquies e perché conviene

La rottamazione quinquies rappresenta una vera opportunità di ripartenza per chi ha accumulato debiti fiscali nel corso degli anni. Aderendo alla definizione agevolata, il contribuente:

  • paga esclusivamente il tributo o contributo originario;
  • vede azzerate sanzioni, interessi di mora e aggio;
  • può scegliere tra pagamento in un’unica soluzionerateizzazione di lungo periodo.

In sostanza, il debito viene “ripulito” da tutte le componenti accessorie, riducendo in modo significativo l’importo complessivo da versare.L’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) ha già avviato la pubblicazione delle prime indicazioni operative sul proprio portale, consentendo ai contribuenti di consultare la propria posizione debitoria e simulare l’adesione alla sanatoria.

Rateizzazione fino a 9 anni: come funziona

Uno degli aspetti più rilevanti della rottamazione quinquies è la possibilità di diluire il pagamento nel tempo. La normativa consente infatti una rateizzazione fino a:

  • 54 rate bimestrali;
  • una durata complessiva massima di 9 anni.

Grazie agli strumenti di simulazione messi a disposizione da AdER nell’area riservata del sito, ogni contribuente può verificare in anticipo:

  • l’importo complessivo dovuto;
  • il valore delle singole rate;
  • la sostenibilità del piano di pagamento nel lungo periodo.

Questa fase di valutazione è fondamentale, soprattutto alla luce delle regole stringenti previste in caso di inadempimento.

Quali debiti rientrano nella rottamazione quinquies

Non tutti i carichi possono essere inclusi nella definizione agevolata. La rottamazione quinquies riguarda esclusivamente i debiti affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.Rientrano nella sanatoria, tra gli altri:

  • imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali (artt. 36-bis e 36-ter del D.P.R. 600/1973);
  • debiti IVA derivanti da liquidazioni automatiche (artt. 54-bis e 54-ter del D.P.R. 633/1972);
  • contributi previdenziali INPS, purché non derivanti da accertamenti dell’Istituto.

Debiti di precedenti rottamazioni

Una novità importante riguarda i contribuenti decaduti dalle precedenti definizioni agevolate: anche questi debiti possono essere nuovamente inclusi nella rottamazione quinquies, offrendo una seconda possibilità a chi in passato non è riuscito a rispettare i pagamenti.Sono invece esclusi:

  • i piani della rottamazione quater per i quali, al 30 settembre 2025, il contribuente risulti in regola con tutte le rate scadute.

La selezione dei carichi da includere può avvenire direttamente online, tramite il cassetto fiscale o l’area riservata AdER, scegliendo singole cartelle o interi gruppi di debiti.

Scadenze e modalità di adesione

La rottamazione quinquies è scandita da un calendario preciso e non prorogabile.

Domanda di adesione

  • 30 aprile 2026: termine ultimo per presentare la domanda di adesione;
  • le modalità telematiche saranno disponibili sul sito AdER entro il 21 gennaio 2026.

Pagamento

Dopo l’accoglimento della domanda, il contribuente può scegliere tra:Pagamento in unica soluzione

  • scadenza: 31 luglio 2026;
  • nessun interesse aggiuntivo.

Pagamento rateale

  • fino a 54 rate bimestrali;
  • scadenze nei mesi di gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre e novembre;
  • interessi del 3% annuo a partire dal 1° agosto 2026;
  • prime tre rate: luglio, settembre e novembre 2026;
  • ultima rata prevista: maggio 2035.

Anche chi sceglie la rateizzazione deve comunque rispettare la scadenza del 31 luglio 2026 per il versamento della prima rata.


Decadenza immediata: attenzione massima alle scadenze

Il vero punto critico della rottamazione quinquies è la tolleranza zero sui pagamenti.A differenza delle precedenti edizioni, non è più previsto alcun margine di ritardo. Il mancato, insufficiente o tardivo pagamento di anche solo due rate comporta:

  • la decadenza automatica dalla definizione agevolata;
  • il ripristino del debito originario con sanzioni, interessi e aggio;
  • la ripresa immediata delle azioni esecutive (pignoramenti, fermi, ipoteche);
  • la perdita dei benefici, con le somme già versate considerate solo come acconto.

Questa rigidità segna una netta discontinuità rispetto al passato e rende indispensabile una valutazione prudente prima di aderire.

Conclusioni

La rottamazione quinquies 2026 rappresenta un’occasione concreta per chi desidera chiudere definitivamente i conti con il Fisco, riducendo il debito alla sua componente essenziale. Tuttavia, i vantaggi offerti dalla misura sono accompagnati da regole estremamente severe.Prima di presentare la domanda è fondamentale:

  • analizzare con attenzione la propria posizione debitoria;
  • simulare il piano di pagamento;
  • scegliere una soluzione realmente sostenibile nel tempo.

Solo così la rottamazione quinquies può trasformarsi da rischio a vera opportunità di risanamento fiscale.

Commenti
* L'indirizzo e-mail non verrà pubblicato sul sito Web.