La compilazione del Quadro W (o RW, a seconda del modello dichiarativo utilizzato) continua a generare numerosi dubbi tra i contribuenti che detengono o hanno detenuto criptoattività nel corso dell’anno fiscale. Una delle domande più frequenti riguarda il corretto inserimento dei giorni di possesso e del valore finale quando le criptovalute vengono vendute prima del 31 dicembre.
Molti software fiscali dedicati al monitoraggio delle criptoattività riportano automaticamente 365 giorni di possesso, anche nei casi in cui il contribuente abbia iniziato a liquidare la posizione mesi prima della fine dell’anno.
Questo può generare perplessità: se le cripto sono state effettivamente vendute e trasferite su conto corrente prima del 31 dicembre, è corretto mantenere 365 giorni oppure occorre indicare i giorni effettivi di detenzione?
In linea generale, ai fini del monitoraggio fiscale e dell’eventuale imposta patrimoniale sulle criptoattività, il dato rilevante è il periodo effettivo di possesso dell’attività nel corso dell’anno.
Ciò significa che:
Il numero dei giorni non rappresenta un dato puramente formale: può incidere sul calcolo dell’imposta patrimoniale dovuta sulle criptoattività.
Un altro equivoco frequente riguarda la presenza di un valore finale pari a zero o residuale. Il fatto che il software mostri un valore finale minimo – ad esempio pari a 1 o comunque prossimo allo zero – può indicare che al 31 dicembre non vi siano più cripto detenute. Tuttavia, questo dato non rende automaticamente irrilevante il numero dei giorni di possesso.
I due elementi svolgono infatti funzioni differenti:
Per questo motivo è opportuno verificare entrambi i dati.
I report fiscali generati dalle piattaforme dedicate alle criptovalute rappresentano un utile supporto operativo, ma non devono essere considerati infallibili.
In particolare, quando:
può essere necessario controllare manualmente la coerenza dei dati prodotti dal software.
La presenza di 365 giorni nel Quadro W non è automaticamente corretta né automaticamente errata. La verifica deve partire dal periodo reale di detenzione delle criptoattività e dalla modalità con cui il software fiscale ha elaborato le movimentazioni.
In presenza di liquidazioni avvenute prima della chiusura dell’anno fiscale, un controllo puntuale dei giorni di possesso e dei valori indicati consente di evitare errori dichiarativi e successive contestazioni. Per situazioni complesse o con movimentazioni numerose, resta consigliabile il confronto con un professionista fiscale esperto in criptoattività e monitoraggio estero.