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20 Feb
20Feb

Nel diritto tributario, uno degli errori più frequenti riguarda la confusione tra prescrizione e decadenza. Si tratta di due concetti distinti, con effetti giuridici completamente diversi, che incidono su momenti diversi della vita di un tributo. Comprenderne la differenza è essenziale sia per i contribuenti sia per i professionisti che assistono nella gestione e nella difesa delle posizioni fiscali.Come chiarito anche dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione, la decadenza riguarda il potere dell’Amministrazione finanziaria di accertare e determinare il tributo, mentre la prescrizione interviene successivamente e riguarda il diritto a riscuotere un credito già accertato.


Cos’è la decadenza

La decadenza rappresenta il limite temporale entro cui l’Amministrazione può esercitare il proprio potere impositivo.In concreto, significa che entro un determinato termine l’ente impositore deve:

  • effettuare l’accertamento;
  • liquidare l’imposta;
  • notificare gli atti necessari per formalizzare la pretesa tributaria.

Se questo termine scade senza che l’atto venga notificato, l’Amministrazione perde definitivamente il potere di accertare quel tributo.In altre parole, la decadenza impedisce la nascita stessa della pretesa fiscale.Un esempio tipico riguarda la cartella di pagamento: essa deve essere notificata entro termini precisi previsti dalla legge, altrimenti l’ente non può più richiedere quella somma.


Cos’è la prescrizione

La prescrizione, invece, interviene in un momento successivo.Si applica quando il credito tributario è già stato accertato correttamente e riguarda il diritto dell’Amministrazione di riscuotere tale credito.Se l’ente creditore non agisce entro il termine previsto, il diritto alla riscossione si estingue per inerzia.In sostanza:

  • il tributo esiste;
  • è stato accertato legittimamente;
  • ma non può più essere riscosso perché è trascorso troppo tempo.

Ad esempio, dopo il riconoscimento di un credito a favore del contribuente, quest’ultimo ha generalmente dieci anni per richiederne il pagamento, trascorsi i quali il diritto si prescrive.


La differenza principale tra prescrizione e decadenza

La distinzione può essere riassunta così:Decadenza

  • riguarda il potere di accertare il tributo;
  • impedisce la nascita della pretesa;
  • si colloca nella fase iniziale.

Prescrizione

  • riguarda il diritto di riscuotere un credito già accertato;
  • comporta l’estinzione del diritto per mancato esercizio;
  • si colloca nella fase successiva.

In termini semplici:

  • la decadenza blocca la formazione del debito;
  • la prescrizione blocca la riscossione del debito.

Un esempio pratico per capire meglio

Immaginiamo questo caso:

  • Il Comune deve accertare una tassa locale entro un certo termine → questo è un termine di decadenza.
  • Una volta notificato correttamente l’atto, il credito esiste.
  • Da quel momento decorre il termine entro cui il Comune deve riscuotere → questo è il termine di prescrizione.

Se scade il primo termine, il tributo non può più essere richiesto.Se scade il secondo termine, il tributo non può più essere riscosso.


Perché questa distinzione è fondamentale

Capire la differenza tra prescrizione e decadenza è essenziale per tutelare i propri diritti.Infatti:

  • contestare una prescrizione quando invece è intervenuta una decadenza può compromettere la difesa;
  • allo stesso modo, ignorare la prescrizione può portare al pagamento di somme non più dovute.

Per i professionisti, il controllo dei termini rappresenta un elemento centrale nella gestione del contenzioso tributario.


Conclusioni

Prescrizione e decadenza non sono sinonimi, ma strumenti giuridici distinti che operano in momenti diversi.

La decadenza limita il tempo entro cui il Fisco può accertare un tributo.

La prescrizione limita il tempo entro cui può riscuoterlo. Conoscere questa differenza permette di verificare la legittimità delle richieste fiscali e difendersi in modo efficace da eventuali pretese non più valide.


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