La Manovra 2027 potrebbe introdurre nuove limitazioni all'utilizzo dei crediti fiscali in compensazione per i contribuenti con debiti tributari scaduti. Tra le ipotesi allo studio figura la riduzione da 50.000 a 30.000 euro della soglia che fa scattare il divieto di compensazione. La misura, se confermata, potrebbe avere conseguenze per imprese, professionisti e società che utilizzano il modello F24 per gestire i propri versamenti.
La prossima Legge di Bilancio potrebbe intervenire nuovamente sulla disciplina delle compensazioni fiscali, con l'obiettivo di rafforzare il contrasto all'evasione e impedire l'utilizzo dei crediti d'imposta da parte di contribuenti che presentano debiti fiscali non pagati. Secondo le anticipazioni riportate da Sky TG24 il 26 ottobre 2026, il Governo starebbe valutando di abbassare da 50.000 a 30.000 euro la soglia di debiti scaduti che determina il blocco di determinate compensazioni. La proposta si inserisce nel percorso di rafforzamento dei controlli già avviato negli ultimi anni. L'obiettivo è impedire che i contribuenti con esposizioni rilevanti nei confronti dell'Erario possano continuare a utilizzare crediti fiscali per ridurre altri versamenti, senza prima affrontare la propria posizione debitoria. È importante precisare che, allo stato delle informazioni disponibili, la riduzione a 30.000 euro rappresenta una misura allo studio. Per conoscere la disciplina definitiva occorrerà attendere il testo della Legge di Bilancio e il completamento dell'iter parlamentare.
Attualmente, l'articolo 37, comma 49-quinquies, del decreto-legge n. 223/2006 disciplina il divieto di utilizzare determinati crediti in compensazione in presenza di carichi affidati alla riscossione oltre la soglia prevista dalla normativa. La soglia di riferimento è stata ridotta da 100.000 a 50.000 euro nell'ambito degli interventi normativi più recenti. La nuova ipotesi contenuta nelle anticipazioni sulla Manovra 2027 prevede un ulteriore abbassamento a 30.000 euro.
| Aspetto | Disciplina attuale | Ipotesi per il 2027 |
|---|---|---|
| Soglia di riferimento | 50.000 euro | 30.000 euro |
| Presenza di debiti fiscali scaduti | Può determinare il divieto di compensazione | Il divieto potrebbe scattare per una platea più ampia |
| Utilizzo dei crediti fiscali | Soggetto alle limitazioni previste dalla legge | Possibile ulteriore restrizione |
| Stato della misura | Disciplina vigente | Proposta non ancora definitiva |
Il cambiamento principale riguarderebbe quindi l'ampliamento della platea dei contribuenti interessati dal blocco. Chi presenta debiti scaduti compresi tra 30.000 e 50.000 euro, che non supera oggi la soglia quantitativa prevista per questo specifico divieto, potrebbe essere coinvolto dalla nuova disposizione qualora venisse approvata. Naturalmente, l'effettiva applicazione dipenderà dalla formulazione definitiva della norma, dalle eventuali esclusioni e dalle condizioni previste per individuare i debiti rilevanti.
Per comprendere le possibili conseguenze della riforma è necessario distinguere tra la presenza di un credito fiscale e la possibilità di utilizzarlo in compensazione. La compensazione consente al contribuente di utilizzare un credito risultante dalla propria posizione fiscale per ridurre o azzerare altri importi da versare tramite modello F24.Un esempio tipico riguarda un'impresa che dispone di un credito IVA e deve contemporaneamente pagare imposte o contributi. In presenza dei requisiti previsti dalla legge, il credito può essere utilizzato per compensare altri debiti, evitando un esborso finanziario immediato. Tuttavia, il possesso di un credito non garantisce sempre la possibilità di utilizzarlo liberamente. La normativa prevede limitazioni specifiche per i contribuenti che hanno debiti scaduti iscritti a ruolo o altri carichi affidati alla riscossione. Il divieto previsto dall'articolo 37, comma 49-quinquies, riguarda determinate compensazioni, con le eccezioni stabilite dalla stessa disposizione. Non deve quindi essere interpretato come un blocco generalizzato di qualsiasi credito fiscale o di ogni tipologia di pagamento.
Vediamo alcuni esempi per comprendere meglio gli effetti potenziali della modifica.
Esempio 1: debiti fiscali scaduti per 25.000 euro
Una società presenta debiti rilevanti ai fini della disposizione per 25.000 euro e dispone di un credito fiscale da utilizzare in compensazione. Poiché l'importo è inferiore sia alla soglia attuale di 50.000 euro sia a quella ipotizzata di 30.000 euro, la sola soglia quantitativa non determinerebbe il blocco. Resterebbero comunque da verificare gli altri requisiti previsti dalla normativa.
Esempio 2: debiti fiscali scaduti per 40.000 euro
Un'impresa presenta carichi rilevanti per 40.000 euro e intende utilizzare un credito fiscale in compensazione. Con la soglia attuale di 50.000 euro, l'importo non supera il limite previsto per il divieto in esame. Se la soglia venisse ridotta a 30.000 euro, invece, la posizione potrebbe rientrare nel campo di applicazione della restrizione, qualora fossero soddisfatte tutte le altre condizioni normative.
Esempio 3: debiti fiscali scaduti per 65.000 euro
Un contribuente presenta debiti rilevanti per 65.000 euro e dispone di crediti fiscali utilizzabili in compensazione. In questo caso l'importo supera già la soglia attuale. L'eventuale riduzione a 30.000 euro non cambierebbe il superamento del limite quantitativo, ma potrebbe incidere su altri contribuenti con esposizioni inferiori. Gli esempi sono puramente illustrativi: per valutare una posizione reale occorre verificare la natura dei carichi, la loro scadenza, l'eventuale sospensione, la presenza di una rateazione e la tipologia di credito che si intende utilizzare.
La disciplina vigente contempla la possibilità di rimuovere l'impedimento attraverso il pagamento dei debiti rilevanti nella misura necessaria a rientrare entro il limite previsto dalla legge. In concreto, prima di predisporre un modello F24 che contiene compensazioni, è opportuno verificare l'esposizione complessiva del contribuente e la presenza di carichi scaduti affidati all'agente della riscossione. Occorre inoltre controllare se siano intervenuti provvedimenti di sospensione o se sia attivo un piano di rateazione rilevante ai fini della disciplina applicabile. La verifica non dovrebbe limitarsi al singolo debito considerato isolatamente: è necessario ricostruire la posizione complessiva, individuando gli importi che concorrono al raggiungimento della soglia normativa. Se la Manovra 2027 confermasse il limite di 30.000 euro, diventerebbe ancora più importante effettuare questi controlli con anticipo, soprattutto prima delle scadenze fiscali periodiche.
La possibile stretta si inserisce nelle iniziative di contrasto alle frodi fiscali e alle attività irregolari. Uno degli obiettivi è contrastare le cosiddette imprese «apri e chiudi»: attività che vengono avviate e successivamente cessate lasciando debiti fiscali e previdenziali insoluti. Secondo i dati riportati da Sky TG24, nei primi otto mesi del 2026 le compensazioni hanno superato i 36 miliardi di euro, con una crescita del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Si tratta di uno strumento importante per la gestione della liquidità delle imprese, ma che richiede controlli adeguati per evitare utilizzi indebiti. La riduzione della soglia potrebbe consentire all'Amministrazione finanziaria di ampliare il numero dei contribuenti sottoposti alle limitazioni, rendendo più difficile utilizzare determinati crediti in presenza di debiti scaduti. D'altra parte, una restrizione più ampia potrebbe avere effetti anche sulle imprese che operano regolarmente, ma che presentano temporanee difficoltà finanziarie o posizioni debitorie ancora da sistemare.
In attesa del testo definitivo, imprese, professionisti e studi commercialisti possono adottare alcune misure preventive:
Per gli studi professionali, sarà particolarmente importante aggiornare le procedure interne di controllo delle deleghe F24, così da intercettare eventuali situazioni a rischio prima dell'invio.
No. Al 26 ottobre 2026 si tratta di un'ipotesi riportata dalla stampa. La conferma dipenderà dal testo definitivo della Legge di Bilancio 2027 e dal relativo iter di approvazione.
La soglia di riferimento per il divieto disciplinato dall'articolo 37, comma 49-quinquies, del decreto-legge n. 223/2006 è pari a 50.000 euro, alle condizioni stabilite dalla normativa.
No. La disposizione interessa le compensazioni individuate dalla legge e prevede specifiche eccezioni. Occorre verificare la tipologia di credito e di debito prima di concludere che una compensazione sia vietata.
Se la nuova soglia venisse approvata, il contribuente potrebbe essere soggetto al divieto quando ricorrono tutte le condizioni previste dalla norma. L'eventuale possibilità di utilizzare i crediti dovrà essere valutata sulla base della disciplina definitiva e della posizione debitoria concreta.
La presenza di un piano di rateazione può incidere sulla rilevanza dei carichi ai fini del divieto, secondo le condizioni previste dalla normativa. È quindi necessario verificare lo stato della rateazione e gli eventuali debiti rimasti scaduti.
La possibile riduzione a 30.000 euro della soglia per il blocco delle compensazioni fiscali rappresenta uno dei temi da monitorare in vista della Manovra 2027. Se confermata, la misura potrebbe coinvolgere contribuenti con debiti scaduti di importo inferiore rispetto a quello previsto attualmente, imponendo controlli più accurati sulla posizione fiscale prima dell'utilizzo dei crediti nel modello F24. Per imprese, professionisti e commercialisti sarà quindi fondamentale seguire l'evoluzione normativa e prepararsi a eventuali aggiornamenti delle procedure operative, evitando di considerare già definitiva una modifica che, al momento, è ancora in fase di valutazione.