Con l’entrata in vigore dei modelli IVA 2026 relativi all’anno d’imposta 2025, cambiano alcune regole importanti per chi ha cessato l’attività nel corso del 2025 e intende chiedere il rimborso del credito IVA.
Chi ha chiuso l’attività deve presentare la dichiarazione IVA 2026 (che copre il periodo d’imposta 2025):
dal 1° febbraio al 30 aprile 2026. È fondamentale rispettare questa scadenza perché:
Nel quadro VX del modello IVA:
- Nel rigo VX4 si indica l’importo del credito d’imposta che si desidera ottenere a rimborso.
- Nel campo causale (campo 3) va inserito il Codice 1 – Art. 30, comma 1 – Cessazione dell’attività. Questa causale segnala all’Agenzia delle Entrate che il rimborso è richiesto per effetto della chiusura dell’attività nel 2025.
Nota: per i contribuenti che hanno cessato l’attività, l’erogazione del rimborso è di competenza degli uffici dell’Agenzia delle Entrate e non degli agenti della riscossione.
Se al momento della chiusura dell’attività è rimasto un credito IVA, questo deve essere richiesto nell’ultima dichiarazione annuale. In caso contrario, si perde il diritto al rimborso, come ribadito anche da recenti orientamenti giurisprudenziali.
Normalmente il rimborso IVA è soggetto a vincoli di importo o garanzie, ma:
La dichiarazione IVA 2026 è la principale occasione per recuperare eventuali crediti IVA alla cessazione di un’attività.
Compilare correttamente il quadro VX con il codice causale adeguato è fondamentale per ottenere il rimborso senza limitazioni di importo.
La mancata richiesta alla cessazione comporta la perdita del diritto al rimborso del credito IVA residuo.