Molti contribuenti che percepiscono un reddito da lavoro dipendente e, successivamente, iniziano a incassare anche un canone di locazione si pongono una domanda molto frequente:
come viene tassato il secondo reddito?
E soprattutto: si applica automaticamente l’aliquota più alta?
Il dubbio emerge spesso quando un lavoratore dipendente eredita un immobile commerciale e decide di concederlo in locazione.
È il caso discusso recentemente in una community specializzata, dove un contribuente con reddito da lavoro dipendente di circa 40.000 euro annui chiedeva come dichiarare un magazzino commerciale locato a 7.200 euro annui.
In Italia, l’IRPEF si calcola sul reddito complessivo, cioè sulla somma dei redditi appartenenti alle diverse categorie imponibili:
Pertanto, se oltre allo stipendio si percepisce un canone di locazione relativo a un immobile commerciale (ad esempio categoria catastale C/1), tale reddito si aggiunge al reddito da lavoro dipendente e concorre alla formazione della base imponibile IRPEF.
È importante ricordare che, salvo specifiche finestre normative ormai cessate o casi particolari, gli immobili commerciali locati non beneficiano della cedolare secca ordinaria come avviene per molte locazioni abitative.
Di conseguenza, il canone percepito confluisce generalmente nel regime IRPEF ordinario.
Per gli immobili locati, il reddito imponibile viene normalmente determinato confrontando:
Nel caso pratico più comune, il contribuente considera il canone annuo percepito e applica l’abbattimento previsto nei limiti normativi del periodo d’imposta di riferimento.
Questo significa che non si tassa semplicemente l’intero canone incassato, ma il reddito fiscalmente determinato secondo la disciplina dei fabbricati.
Uno degli errori più frequenti è pensare che il nuovo reddito venga tassato “separatamente” con l’aliquota marginale più alta.In realtà il meccanismo è questo:
Quindi, il reddito aggiuntivo può generare maggiore imposta soprattutto nella fascia marginale, ma il calcolo avviene sempre sull’insieme del reddito.
Se il contribuente utilizza il modello 730, il reddito dell’immobile locato va generalmente indicato nel quadro relativo ai fabbricati, inserendo:
Il software dell’Agenzia delle Entrate o l’intermediario abilitato calcolerà automaticamente l’imposta dovuta.
Supponiamo:
Il contribuente non pagherà “33% secco su 7.200 euro”, ma subirà una riliquidazione dell’IRPEF complessiva sulla base del nuovo reddito totale.Questo può generare:
Molti contribuenti guardano solo al saldo IRPEF, ma l’effetto più impattante può essere l’acconto per l’anno successivo. Quando compare un nuovo reddito ricorrente, il Fisco presume che possa ripetersi.
Di conseguenza, il primo anno con reddito da locazione può risultare fiscalmente più oneroso del previsto.
È opportuno richiedere una verifica professionale quando:
Chi percepisce uno stipendio e inizia a incassare anche un affitto commerciale deve considerare che il nuovo reddito non viene tassato isolatamente, ma entra nel reddito complessivo IRPEF.
Per evitare sorprese in dichiarazione è fondamentale simulare in anticipo:
Una corretta pianificazione fiscale consente di gestire il nuovo reddito senza errori e senza esborsi inattesi.