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13 Mar
13Mar

Può accadere che un evento denunciato come infortunio sul lavoro venga successivamente non riconosciuto dall’INAIL. In questi casi nasce un problema operativo per aziende, consulenti del lavoro e uffici paghe: come deve essere gestita la busta paga del lavoratore durante il periodo di assenza?

Vediamo quali sono le regole e le procedure da seguire per evitare errori contributivi e fiscali.


Quando l’INAIL non riconosce l’infortunio

In alcuni casi l’INAIL può stabilire che l’evento denunciato non rientra nella tutela assicurativa per infortunio sul lavoro.Questo può avvenire, ad esempio, quando:

  • l’evento non è collegato all’attività lavorativa;
  • manca il nesso causale tra lavoro e lesione;
  • la documentazione sanitaria o amministrativa non è sufficiente.

Quando l’INAIL nega il riconoscimento, la gestione dell’assenza non può più essere trattata come infortunio, ma deve essere ricondotta alla malattia comune.


Il passaggio dalla gestione INAIL alla gestione INPS

Per evitare interruzioni nelle tutele economiche del lavoratore, esiste una procedura di coordinamento tra INAIL e INPS.Se l’infortunio non viene riconosciuto:

  1. la pratica viene trasferita all’INPS;
  2. l’assenza del lavoratore viene considerata malattia comune;
  3. devono essere ricalcolate le competenze in busta paga.

Questo passaggio è essenziale perché le due prestazioni hanno regole molto diverse sia sul piano retributivo sia su quello contributivo.


Cosa succede alla busta paga

Quando l’evento viene riclassificato come malattia, l’azienda deve procedere alla rettifica dei cedolini già elaborati.In particolare:

  • devono essere eliminate le indennità INAIL eventualmente anticipate;
  • deve essere applicata l’indennità di malattia INPS;
  • devono essere ricalcolati contributi e imposte sulla base della nuova tipologia di assenza.

Se l’azienda ha anticipato somme come trattamento di infortunio, potrebbe risultare necessario recuperare gli importi non dovuti nei cedolini successivi del lavoratore.


Differenze tra infortunio e malattia

La distinzione è importante anche dal punto di vista economico.

Infortunio sul lavoro

In caso di infortunio riconosciuto:

  • il giorno dell’evento è retribuito al 100% dal datore di lavoro;
  • i primi giorni successivi sono a carico dell’azienda;
  • dal quarto giorno interviene l’INAIL con un’indennità pari al 60% della retribuzione fino al 90° giorno e al 75% successivamente.

Malattia comune

Se invece l’evento è classificato come malattia:

  • interviene l’INPS con l’indennità di malattia;
  • il datore di lavoro può essere tenuto a integrare l’importo secondo quanto previsto dal CCNL applicato.

Le modalità di pagamento, quindi, cambiano completamente.


Come gestire eventuali recuperi in busta paga

Uno degli aspetti più delicati riguarda il recupero delle somme già pagate come infortunio.Il datore di lavoro deve:

  • annullare le voci di infortunio nei cedolini interessati;
  • inserire le voci relative alla malattia;
  • recuperare eventuali importi eccedenti, nel rispetto dei limiti previsti per le trattenute sullo stipendio.

È importante che questa operazione sia documentata e spiegata al lavoratore per evitare contestazioni.


Attenzione agli aspetti contributivi e fiscali

La riclassificazione dell’assenza comporta anche conseguenze su:

  • contributi previdenziali;
  • imponibile fiscale;
  • flussi Uniemens;
  • conguagli con gli enti previdenziali.

Per questo motivo, nella maggior parte dei casi è necessario rivedere l’intera gestione del periodo di assenza.


Conclusioni

Quando l’INAIL non riconosce un infortunio sul lavoro, l’assenza deve essere trattata come malattia comune, con conseguente ricalcolo della busta paga e degli oneri contributivi.La gestione corretta della procedura richiede attenzione da parte dell’azienda e del consulente del lavoro, soprattutto per quanto riguarda:

  • rettifica dei cedolini;
  • recupero delle somme anticipate;
  • adeguamento contributivo e fiscale.

Una gestione tempestiva e trasparente permette di evitare errori contabili e possibili contenziosi con il lavoratore.

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