Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato per partite IVA individuali (professionisti, freelance, microimprese) che offre:
tassazione agevolata (imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni o al 15% negli altri casi)
semplificazioni contabili
esonero da IVA, ritenute d’acconto e studi di settoreTuttavia, questa convenienza è legata al rispetto di determinati limiti di ricavi/compensi.
È il limite base del regime forfettario:
- Se nel corso dell’anno non superi 85.000 € di ricavi o compensi, rimani nel regime agevolato
- Tutti i vantaggi restano attivi per l’anno in corso e per l’anno successivo (purché restino validi altri requisiti)
- Non applichi l’IVA sulle fatture
- Non hai obbligo di contabilità IVA
In pratica: 85.000 € è il “tetto A” sotto cui sei completamente dentro il regime forfettario.
Questa è la zona di passaggio:
Se superi 85.000 € ma resti sotto i 100.000 € nel corso dell’anno:
- Continui a essere in regime forfettario per tutto l’anno in corso
- Non applichi l’IVA sulle fatture emesse
- Dal 1° gennaio dell’anno successivo, però, esci automaticamente dal forfettario e passi al regime ordinario
- Dal prossimo anno sarai tenuto a:
Esempio pratico: se nel 2026 fatturi 92.000 €, resti in forfettario fino al 31/12/2026, ma dal 2027 sei obbligato al regime ordinario.
Questa zona è utile per “chiudere l’anno” agevolmente ma significa che stai per cambiare regime.
Questo è il vero spartiacque normativo:
Se durante l’anno superi 100.000 € di ricavi o compensi:
Esci immediatamente dal regime forfettario
Devi applicare l’IVA sulle fatture emesse dal momento in cui sfori la soglia
Dal giorno successivo al superamento, le tue operazioni seguono le regole del regime ordinario
Devi tenere registri IVA, liquidare l’imposta e gestire una contabilità più articolata
Esempio pratico: se a ottobre raggiungi 102.000 €, dalla fattura successiva sei già in regime ordinario e devi applicare l’IVA.
Questa soglia spesso sorprende chi non monitora costantemente il fatturato: non è solo un limite “per il futuro”, ma scatta subito e cambia l’intero sistema di fatturazione.
Molti credono che esista un unico limite di 100.000 €. In realtà:
85.000 € è il limite principale per restare nel regime al termine dell’anno,
100.000 € è il limite che determina l’uscita immediata nel corso dell’anno.
Questo doppio meccanismo è stato introdotto proprio per consentire una certa gradualità, ma richiede attenzione quotidiana sulla gestione del fatturato.
Quando esci dal regime forfettario (sia dall’anno successivo, sia immediatamente):
Devi applicare l’IVA e gestire la contabilità ordinaria
- I prezzi che fatturi ai clienti devono includere l’IVA
- Devi predisporre dichiarazioni IVA periodiche e annuali
- La tassazione dei redditi avviene con il sistema IRPEF a scaglioni
- Potresti perdere alcune semplificazioni e agevolazioni
Questo può aumentare il carico amministrativo e avere impatti su liquidità e prezzi di vendita.
| Fatturato annuo lordo | Regime nel corso dell’anno | Cosa succede dopo |
|---|---|---|
| ≤ 85.000 € | Forfettario | Resti nel forfettario |
| 85.001 € – 100.000 € | Forfettario | Passaggio all’ordinario dal 1° gennaio successivo |
| > 100.000 € | Ordinario dal momento del superamento | IVA, contabilità ordinaria e fine agevolazioni |
Superare i limiti di fatturato nel regime forfettario non è solo una questione burocratica: è un momento di svolta per la tua attività. Sapere cosa succede oltre 85.000 € e oltre 100.000 € ti aiuta a gestire meglio la crescita, evitare errori e ottimizzare la tua gestione fiscale.