2 min letti
09 Jan
09Jan

Il calendario fiscale concede un’ultima possibilità ai contribuenti che non hanno rispettato la scadenza ordinaria del 31 ottobre 2025 per la presentazione della dichiarazione dei redditi, della dichiarazione IRAP o del Modello 770/2025, tutti riferiti all’anno d’imposta 2024.Il termine definitivo da segnare in agenda è il 29 gennaio 2026: oltre questa data, le dichiarazioni non trasmesse saranno considerate omesse a tutti gli effetti, con conseguenze molto più pesanti sul piano sanzionatorio.

Dichiarazione tardiva: cos’è e quando si può presentare

La normativa prevede, dopo la scadenza ordinaria, una finestra di 90 giorni per regolarizzare l’invio delle dichiarazioni non presentate nei termini. Entro questo periodo è possibile trasmettere una dichiarazione tardiva, che resta valida dal punto di vista fiscale, pur comportando l’applicazione di sanzioni e interessi ridotti grazie al ravvedimento operoso.

Possono usufruire di questa possibilità:

  • le persone fisiche,
  • titolari di partita IVA,
  • datori di lavoro e sostituti d’imposta obbligati al Modello 770.

Effetti fiscali della dichiarazione tardiva

La dichiarazione inviata entro il 29 gennaio 2026 produce tutti i normali effetti fiscali:

  • eventuali crediti possono essere riconosciuti,
  • eventuali debiti d’imposta devono essere versati.

Restano però dovuti:

  • gli interessi, calcolati a partire dalla scadenza ordinaria del 31 ottobre 2025;
  • le sanzioni, applicate in misura ridotta.

Sanzioni: quanto si paga con il ravvedimento operoso

L’importo delle sanzioni varia in base alla situazione che emerge dalla dichiarazione.Dichiarazione senza imposte dovute

Se dalla dichiarazione tardiva non risultano imposte da versare, si applica una sanzione pari a 1/10 di quella ordinaria.

Poiché la sanzione ordinaria è di 250 euro, l’importo da pagare sarà di 25 euro.Dichiarazione con imposte a debito

Se invece emergono imposte da versare, il contribuente dovrà pagare:

  • l’imposta dovuta,
  • gli interessi legali maturati,
  • la sanzione per omesso o tardivo versamento, anch’essa ridotta in base al momento della regolarizzazione.

Modello 770 tardivo: cosa prevede la normativa

Le stesse regole valgono anche per il Modello 770/2025, riservato ai sostituti d’imposta che operano ritenute su stipendi, compensi e collaborazioni.Anche per il 770:

  • la scadenza ordinaria è fissata al 31 ottobre 2025;
  • è prevista una tolleranza di 90 giorni per l’invio tardivo;
  • oltre il 29 gennaio 2026 il modello si considera omesso.

Il Modello 770 tardivo consente comunque di dichiarare correttamente:

  • le ritenute operate,
  • i versamenti effettuati,
  • i compensi erogati a dipendenti e collaboratori.

Perché regolarizzare entro il termine finale

Presentare la dichiarazione entro il termine del 29 gennaio consente di:

  • evitare la qualifica di dichiarazione omessa;
  • ridurre drasticamente le sanzioni;
  • regolarizzare la propria posizione fiscale in modo semplice e sicuro.
Commenti
* L'indirizzo e-mail non verrà pubblicato sul sito Web.