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01 Oct
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La dichiarazione dei redditi potrebbe cambiare ancora. Tra le ipotesi attualmente oggetto di confronto tra il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, l’Agenzia delle Entrate e il Ministero dell’Economia e delle Finanze c’è infatti quella di sdoppiare la dichiarazione fiscale in due distinti adempimenti. L’idea prevede un primo invio nel mese di luglio, destinato principalmente alla determinazione del reddito imponibile e delle imposte, e un secondo adempimento entro la fine di novembre, nel quale raccogliere le informazioni necessarie all’Amministrazione finanziaria per le attività di controllo, monitoraggio e analisi. La proposta è stata illustrata dal presidente del CNDCEC Elbano de Nuccio durante lo Speciale Telefisco 2026 del 24 settembre e si inserisce nel più ampio processo di revisione e semplificazione degli adempimenti fiscali.

È importante sottolineare, però, che non si tratta ancora di una modifica normativa definitiva. Il nuovo sistema è al momento oggetto di valutazione e dovrà eventualmente essere definito attraverso successivi interventi legislativi e regolamentari.

Perché si pensa di dividere la dichiarazione dei redditi?

La proposta nasce dalla considerazione che, nel corso degli anni, la dichiarazione dei redditi abbia progressivamente assunto una funzione molto più ampia rispetto a quella originaria. Il modello dichiarativo, infatti, non contiene soltanto le informazioni indispensabili per determinare il reddito e calcolare le imposte. Al suo interno sono confluiti numerosi dati utilizzati dall'Amministrazione finanziaria per finalità statistiche, informative, di monitoraggio e di controllo. Si pensi, ad esempio, alle informazioni relative a crediti d’imposta, agevolazioni, bonus, aiuti di Stato e altri elementi utilizzati dall’Amministrazione per verificare la posizione fiscale del contribuente. L'aumento progressivo delle informazioni richieste ha reso i modelli sempre più articolati e complessi, soprattutto per professionisti e imprese che devono gestire un numero elevato di dichiarazioni. L'obiettivo della proposta sarebbe quindi quello di riportare una parte della dichiarazione alla sua funzione essenziale: determinare correttamente il reddito imponibile e l'imposta dovuta. Le altre informazioni potrebbero essere raccolte successivamente attraverso un secondo invio.

Come potrebbe funzionare il doppio invio

Il meccanismo ipotizzato sarebbe relativamente semplice nella sua struttura.

Primo invio entro luglio

Il primo appuntamento sarebbe fissato entro il mese di luglio. In questa fase il contribuente, attraverso il proprio commercialista o altro intermediario abilitato, trasmetterebbe una dichiarazione contenente principalmente gli elementi necessari per:

  • determinare il reddito imponibile;
  • calcolare le imposte;
  • determinare eventuali crediti;
  • individuare il debito fiscale;
  • consentire all'Amministrazione finanziaria di conoscere gli elementi essenziali della posizione fiscale.

La prima dichiarazione avrebbe quindi una funzione prevalentemente tributaria e contabile. L'idea è quella di permettere al professionista di concentrarsi, nella prima fase, sulle informazioni realmente necessarie per determinare quanto il contribuente deve versare al Fisco.

Secondo invio entro novembre

Il secondo appuntamento arriverebbe invece entro la fine di novembre. In questa fase verrebbero trasmesse le informazioni ulteriori necessarie per le attività di monitoraggio, controllo e analisi dell'Amministrazione finanziaria. La proposta prevede inoltre che queste informazioni possano essere ridotte rispetto a quelle oggi richieste, evitando di trasformare il secondo invio in una semplice duplicazione del primo. La vera finalità dello sdoppiamento sarebbe quindi quella di distinguere due funzioni diverse: da una parte il calcolo delle imposte, dall'altra la raccolta delle informazioni necessarie all'attività dell'Amministrazione finanziaria.

Un vantaggio per commercialisti e contribuenti?

Sulla carta, la riforma dovrebbe avere l'obiettivo di semplificare la compilazione della dichiarazione dei redditi. Separando i dati necessari al calcolo delle imposte da quelli richiesti per finalità di controllo, il primo adempimento potrebbe diventare più snello e concentrato sugli aspetti fiscali fondamentali. Per gli studi professionali questo potrebbe significare una gestione più ordinata del lavoro, soprattutto nei periodi caratterizzati dalla concentrazione di numerosi adempimenti. La proposta, tuttavia, deve essere valutata anche sotto un altro profilo: due invii potrebbero significare anche due momenti di lavoro distinti. Sarà quindi fondamentale capire come verranno costruiti i nuovi modelli, quali informazioni saranno richieste nel secondo adempimento e soprattutto quali saranno gli eventuali obblighi e le responsabilità del professionista. Se il secondo modello dovesse diventare particolarmente complesso, il rischio sarebbe quello di ottenere un effetto opposto rispetto a quello perseguito.

Il rischio di una nuova complicazione

È proprio questo uno dei punti più delicati della proposta. Lo sdoppiamento della dichiarazione potrebbe effettivamente semplificare il primo invio, ma potrebbe anche introdurre un nuovo adempimento annuale. Per gli studi commerciali sarà quindi importante comprendere:

  • quali dati dovranno essere inviati a luglio;
  • quali dati dovranno essere inviati a novembre;
  • se il secondo invio sarà obbligatorio per tutti;
  • quali saranno le sanzioni in caso di omissione;
  • se sarà possibile correggere il secondo modello;
  • come verranno gestite eventuali variazioni successive;
  • come i software gestionali dovranno essere aggiornati.

Un ulteriore elemento da considerare riguarda l'organizzazione degli studi. Attualmente molti professionisti concentrano una parte significativa del lavoro dichiarativo nei mesi estivi e autunnali. Una modifica delle scadenze potrebbe quindi comportare una diversa distribuzione delle attività durante l'anno.

La dichiarazione dei redditi 2027 potrebbe essere interessata?

La proposta si inserisce nella discussione sulle modifiche che potrebbero interessare il sistema dichiarativo nei prossimi anni. Non è però possibile affermare oggi che la dichiarazione dei redditi 2027 sarà effettivamente sdoppiata. Perché ciò avvenga sarà necessario un intervento normativo e dovranno essere definiti tutti gli aspetti tecnici e operativi della nuova procedura. Al momento, quindi, non cambia nulla per i contribuenti e per i professionisti: le dichiarazioni continuano a essere presentate secondo le regole attualmente vigenti. La proposta rappresenta piuttosto una possibile evoluzione del sistema.

Le altre richieste dei commercialisti

Lo sdoppiamento della dichiarazione non rappresenta l'unica questione portata all'attenzione delle istituzioni. Tra i temi indicati dal presidente del CNDCEC rientrano anche una revisione del calendario fiscale e una distribuzione più equilibrata delle scadenze. L'obiettivo è evitare una concentrazione eccessiva degli adempimenti nei mesi estivi, in particolare nel mese di agosto, consentendo agli studi professionali di programmare meglio il lavoro. È stata inoltre evidenziata l'esigenza di proseguire il percorso di riduzione della pressione fiscale sul ceto medio e di completare il superamento dell'IRAP per le categorie professionali ancora interessate dal tributo.

Dichiarazione dei redditi: cosa potrebbe cambiare davvero

La proposta del doppio invio rappresenta un passaggio interessante perché interviene direttamente sulla struttura della dichiarazione fiscale. L'idea di fondo è quella di separare il momento in cui si calcola l'imposta dal momento in cui vengono fornite informazioni aggiuntive all'Amministrazione finanziaria. Il primo invio, previsto nell'ipotesi entro luglio, avrebbe quindi una funzione essenzialmente fiscale. Il secondo, entro novembre, sarebbe invece orientato al monitoraggio e ai controlli. Per ora, però, è fondamentale non confondere una proposta con una norma già approvata. Il doppio invio della dichiarazione dei redditi non è attualmente in vigore. Il progetto è ancora oggetto di confronto tra la categoria dei commercialisti, l'Agenzia delle Entrate e il MEF. Nei prossimi mesi sarà quindi necessario attendere gli eventuali sviluppi normativi per capire se questa ipotesi verrà trasformata in una vera riforma del sistema dichiarativo. Se approvata, la novità potrebbe modificare in modo significativo il lavoro quotidiano di commercialisti, consulenti e imprese, rendendo ancora più importante una corretta organizzazione delle attività e delle scadenze fiscali. Per il momento, dunque, la parola chiave è “proposta”: nessun doppio invio è ancora previsto, ma il tema potrebbe diventare uno degli interventi più interessanti della prossima riforma degli adempimenti fiscali.

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