Controlli fiscali sempre più mirati dal 2027. L’Agenzia delle Entrate punta a sfruttare in maniera sempre più intensa le informazioni già disponibili nelle banche dati del Fisco, con l’obiettivo di individuare più rapidamente le situazioni a rischio e favorire l’adempimento spontaneo dei contribuenti. Fatture elettroniche, corrispettivi telematici, pagamenti elettronici, dati catastali e altre informazioni saranno sempre più importanti nella selezione delle posizioni da sottoporre a verifica. La strategia emerge dalle prospettive delineate nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) e si inserisce nel percorso di digitalizzazione dei controlli fiscali già avviato negli ultimi anni. L’obiettivo non è quindi soltanto aumentare il numero degli accertamenti, ma rendere l’attività dell’Amministrazione finanziaria più selettiva, veloce ed efficace, riducendo anche il rischio di controllare contribuenti che non presentano effettive anomalie.
Il principale cambiamento riguarda la quantità e la qualità delle informazioni che il Fisco può utilizzare. La progressiva digitalizzazione degli adempimenti ha infatti creato un patrimonio informativo molto più ampio rispetto al passato. Per le attività economiche, ad esempio, l’Amministrazione finanziaria può disporre dei dati relativi alle fatture elettroniche, ai corrispettivi telematici e ai pagamenti elettronici. L’incrocio di queste informazioni permette di confrontare elementi che prima venivano analizzati separatamente. Una determinata posizione fiscale potrà quindi essere valutata sulla base di una pluralità di indicatori, così da individuare più facilmente eventuali incoerenze tra quanto dichiarato e i dati disponibili. La direzione indicata per i prossimi anni è quella di un Fisco sempre più basato sulla data analysis, nel quale gli strumenti tecnologici supportano l’attività degli uffici nella selezione delle posizioni a maggior rischio.
Particolare attenzione continuerà a essere riservata all’IVA. Il sistema della fatturazione elettronica consente infatti all’Amministrazione finanziaria di disporre di informazioni molto dettagliate sulle operazioni effettuate dai soggetti passivi. A queste informazioni si aggiungono i dati provenienti dai corrispettivi telematici e quelli relativi ai pagamenti elettronici. Il collegamento tra POS e registratori telematici, operativo secondo le nuove regole dal 2026, rappresenta un ulteriore tassello nella costruzione di un sistema sempre più integrato. Questo significa che eventuali differenze significative tra gli incassi registrati, quelli trasmessi e i dati relativi ai pagamenti potranno rappresentare un elemento da approfondire. Non significa, naturalmente, che ogni differenza determini automaticamente un accertamento. La finalità dichiarata è infatti quella di utilizzare gli strumenti di analisi del rischio per concentrare l’attività di controllo sulle situazioni realmente meritevoli di verifica.
Uno degli aspetti più importanti della nuova strategia riguarda l’utilizzo di strumenti tecnologici sempre più avanzati. L’Agenzia delle Entrate ha già previsto l’impiego di tecniche di machine learning, text mining e network analysis per migliorare l’individuazione delle posizioni a rischio. Gli algoritmi possono analizzare grandi quantità di informazioni e individuare schemi o anomalie che sarebbero molto più difficili da intercettare attraverso un'analisi esclusivamente manuale. Il ruolo dell’intelligenza artificiale non è quindi quello di sostituire completamente il controllo umano, ma di supportarlo nella fase preliminare di selezione. In questo modo l’Amministrazione può concentrare le proprie risorse sui contribuenti che presentano maggiori indicatori di rischio. Un altro obiettivo è ridurre i cosiddetti falsi positivi, cioè le situazioni nelle quali un contribuente viene selezionato perché apparentemente presenta un’anomalia che, dopo le verifiche, si rivela invece giustificata.
La nuova strategia non si basa esclusivamente sugli accertamenti. Un ruolo sempre più importante viene attribuito alla compliance, cioè alla possibilità per il contribuente di correggere spontaneamente eventuali irregolarità prima dell’avvio di un vero e proprio procedimento di controllo. Le lettere di compliance rappresentano uno degli strumenti principali. L’Agenzia delle Entrate può utilizzare le informazioni presenti nelle proprie banche dati per segnalare al contribuente una possibile anomalia e consentirgli di fornire chiarimenti oppure di regolarizzare la propria posizione. Nel 2026 l’Agenzia ha programmato circa 2,4 milioni di lettere di compliance, confermando il peso crescente di questo strumento nella strategia di recupero dell’evasione. La logica è quindi sempre più orientata verso un intervento tempestivo: intercettare l’anomalia, informare il contribuente e favorire la correzione prima che la situazione sfoci in un accertamento.
La maggiore attenzione del Fisco non riguarda soltanto imprese, professionisti e partite IVA. Un altro settore destinato a essere interessato dal potenziamento dell’attività di controllo è quello immobiliare. L’obiettivo è individuare immobili non correttamente censiti oppure situazioni nelle quali lo stato dell’immobile non risulta coerente con le informazioni presenti negli archivi catastali. Particolare attenzione viene inoltre riservata agli immobili interessati dagli interventi edilizi agevolati degli ultimi anni. L’incrocio tra informazioni catastali, dati relativi agli interventi edilizi e altre banche dati può consentire di individuare più facilmente situazioni che richiedono un aggiornamento o un approfondimento. Si tratta di un settore particolarmente importante anche alla luce dell'impatto che i bonus edilizi hanno avuto sui conti pubblici.
Anche le partite IVA continueranno a essere oggetto di una specifica attività di monitoraggio. Il sistema punta, tra le altre cose, a individuare le posizioni che presentano caratteristiche anomale, comprese quelle aperte per periodi molto brevi e successivamente chiuse. Nel PIAO dell’Agenzia delle Entrate è stato fissato, per il 2026, l’obiettivo di 9.000 chiusure d’ufficio di partite IVA, con un incremento previsto negli anni successivi. L'obiettivo è contrastare soprattutto l'utilizzo di posizioni fiscali fittizie o strumentali alla realizzazione di frodi. Per imprese e professionisti diventa quindi ancora più importante mantenere una corretta gestione degli adempimenti e una documentazione coerente con l'attività realmente svolta.
Il nuovo modello di controllo si inserisce anche nel più ampio processo di riorganizzazione della normativa tributaria. Dal 1° gennaio 2027 entrerà infatti in applicazione anche il nuovo Testo Unico su adempimenti e accertamento, previsto dal decreto legislativo n. 141 del 5 agosto 2026.Il quadro che si sta delineando è quindi quello di un sistema fiscale nel quale digitalizzazione, banche dati e analisi del rischio avranno un peso crescente. Per il contribuente questo non significa necessariamente un aumento indiscriminato dei controlli. La strategia dichiarata è piuttosto quella di effettuare verifiche meno generalizzate e più mirate, concentrando le risorse sulle posizioni che presentano effettivi elementi di rischio.
Alla luce di questa evoluzione diventa ancora più importante prestare attenzione alla coerenza complessiva dei dati fiscali. Non sarà sufficiente, ad esempio, presentare correttamente una dichiarazione se i dati contenuti nella stessa risultano significativamente incoerenti con altre informazioni già disponibili all’Amministrazione finanziaria. Per imprese e professionisti sarà quindi fondamentale verificare periodicamente:
In questo scenario assume inoltre maggiore importanza la capacità di intervenire rapidamente quando arriva una comunicazione dell'Agenzia delle Entrate. Una lettera di compliance non equivale automaticamente a un accertamento, ma non dovrebbe neppure essere ignorata: occorre verificare l’anomalia segnalata, capire se esiste effettivamente un errore e, quando necessario, procedere alla regolarizzazione.
Il sistema dei controlli fiscali si avvia quindi verso una trasformazione sempre più profonda. Il Fisco dispone oggi di una quantità di dati enormemente superiore rispetto al passato e nei prossimi anni sarà in grado di sfruttarli attraverso strumenti di analisi sempre più sofisticati. Fatture elettroniche, corrispettivi, pagamenti elettronici, dati catastali e altre informazioni verranno incrociati per individuare più rapidamente le anomalie. La vera novità non sarà necessariamente un Fisco che controlla tutti, ma un Fisco che punta a selezionare meglio chi controllare. Per imprese, professionisti e contribuenti diventa quindi essenziale mantenere una posizione fiscale ordinata e coerente, perché la possibilità di essere intercettati attraverso un'anomalia nei dati sarà sempre maggiore. La compliance preventiva, in questo nuovo scenario, potrebbe assumere un ruolo ancora più importante: correggere tempestivamente un errore può infatti consentire di evitare che una semplice anomalia si trasformi in un controllo più approfondito.