Il 2026 segna una svolta importante nella lotta all’evasione fiscale in Italia: l’Agenzia delle Entrate stringe i controlli sui conti correnti bancari e postali per verificare meglio la regolarità dei redditi dichiarati dai contribuenti.
Fino a pochi anni fa, i controlli fiscali erano spesso “a campione” o casuali. Ora, grazie all’uso dell’analisi digitale dei dati e di algoritmi avanzati, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza possono incrociare automaticamente una grande quantità di informazioni per individuare possibili irregolarità. Questi controlli non guardano solo il saldo del conto, ma analizzano movimenti come:
Nel 2026 sono previste centinaia di migliaia di verifiche digitali basate su incroci tra dichiarazioni dei redditi, fatture elettroniche, liquidazioni IVA, spese sanitarie e altri dati collegati agli obblighi fiscali.
La chiave di questa trasformazione è l’uso di piattaforme digitali avanzate gestite da società informatiche pubbliche, che collegano oltre 200 database diversi. Questo permette di passare da controlli casuali a analisi di rischio predittive, che identificano automaticamente i profili più sospetti. Questo processo non significa che tutte le persone verranno controllate: l’algoritmo seleziona automaticamente solo quei casi in cui i dati non tornano rispetto a quanto dichiarato al fisco.
Nei mesi scorsi, l’Agenzia delle Entrate ha annunciato l’invio di milioni di lettere di compliance ai contribuenti. Si tratta di comunicazioni preventive per chiedere di verificare o correggere eventuali anomalie, prima di avviare un controllo formale. Questo sistema punta a favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi fiscali, dando ai cittadini la possibilità di chiarire la propria posizione senza penalizzazioni immediate.
Nonostante l’uso massivo dei dati, l’attività dell’Agenzia delle Entrate è sottoposta a vincoli di legge e controlli di legittimità. Anche la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha recentemente messo in guardia sulle modalità con cui vengono effettuati alcuni accessi ai dati bancari, richiamando l’attenzione sul rispetto del diritto alla privacy.
In pratica, chi ha un conto corrente deve:
I normali correntisti non devono temere controlli automatici se le operazioni sono coerenti con quanto dichiarato e se mantengono una documentazione chiara.
POTREBBE INTERESSARTI: