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28 Jul
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Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) rappresenta uno degli strumenti più rilevanti introdotti dal legislatore nell’ambito della riforma fiscale, consentendo ai contribuenti interessati di determinare preventivamente il reddito imponibile ai fini delle imposte dirette per un periodo di due anni. Con riferimento al biennio 2026-2027, la possibilità di aderire non è però automatica: il contribuente deve rispettare una serie di condizioni precise e verificare l’assenza di cause ostative. Per i professionisti incaricati della gestione fiscale dei clienti diventa quindi fondamentale effettuare una vera e propria checklist preventiva, verificando la presenza dei requisiti richiesti dalla normativa prima di valutare la convenienza economica dell’adesione.


Il presupposto fondamentale: l’applicazione degli ISA nel periodo d’imposta 2025

La prima condizione necessaria per accedere al Concordato Preventivo Biennale 2026-2027 riguarda l’applicazione degli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) nel periodo d’imposta 2025.Il meccanismo del concordato, infatti, si basa sulla proposta elaborata dall’Agenzia delle Entrate attraverso i dati dichiarativi e gli elementi utilizzati per gli ISA. Di conseguenza, se nel 2025 il contribuente non è soggetto agli ISA, non potrà ricevere alcuna proposta di concordato. Sono quindi esclusi, ad esempio:

  • i contribuenti che hanno iniziato l’attività nel 2025;
  • coloro che nel 2025 hanno adottato il regime forfetario;
  • i soggetti per i quali gli ISA risultano non applicabili per effetto del regime di multiattività;
  • coloro che hanno effettuato determinate operazioni straordinarie che comportano l’inapplicabilità degli ISA.

Tra le operazioni straordinarie che possono incidere sull’applicazione degli ISA rientrano, a titolo esemplificativo:

  • trasformazioni societarie;
  • fusioni;
  • scissioni;
  • conferimenti;
  • cessioni o affitti d’azienda;
  • liquidazioni;
  • successioni o donazioni d’azienda.

Un aspetto importante riguarda invece le eventuali modifiche intervenute successivamente all’adesione al concordato. La fuoriuscita dagli ISA durante il biennio 2026-2027, se non collegata alle specifiche cause di cessazione previste dalla normativa, non determina automaticamente la perdita degli effetti del concordato.


Chi può aderire al CPB 2026-2027

Possono accedere al nuovo biennio di concordato principalmente tre categorie di contribuenti.

Contribuenti che hanno concluso il precedente biennio concordatario

I soggetti che hanno aderito al CPB 2024-2025 e che nel periodo d’imposta 2025 risultano applicare regolarmente gli ISA possono valutare una nuova adesione per il periodo 2026-2027.

Contribuenti ISA che non hanno mai aderito

Anche coloro che non hanno partecipato al precedente concordato possono accedere al nuovo biennio, purché nel 2025 siano soggetti ISA e rispettino tutte le ulteriori condizioni previste.

Ex contribuenti forfetari diventati soggetti ISA

Una particolare attenzione deve essere riservata ai contribuenti che nel 2025 sono fuoriusciti dal regime forfetario, ad esempio per il superamento delle soglie previste, diventando soggetti obbligati all’applicazione degli ISA. Questi soggetti possono rientrare tra i potenziali aderenti al CPB 2026-2027.Sono invece esclusi coloro che hanno già un concordato in corso per il biennio 2025-2026: in questo caso l’eventuale nuova adesione potrà essere valutata solamente per il successivo periodo.


La nuova classificazione ATECO 2025: nessuna penalizzazione automatica

Un tema particolarmente delicato riguarda l’introduzione della nuova classificazione ATECO 2025, entrata in vigore dal 1° aprile 2025.Molti contribuenti hanno visto modificare il proprio codice attività senza aver effettuato alcun cambiamento nella propria attività economica. Il dubbio era se tale variazione potesse determinare una causa di cessazione dal concordato. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il semplice aggiornamento del codice ATECO derivante dalla nuova classificazione statistica non rappresenta una modifica sostanziale dell’attività svolta. Pertanto, il cambio codice:

  • non determina automaticamente l’esclusione dal CPB;
  • non comporta la cessazione degli effetti del concordato già accettato.

La situazione deve però essere analizzata con attenzione nei casi in cui il cambio ATECO sia accompagnato da una reale modifica dell’attività esercitata.


Debiti tributari superiori a 5.000 euro: una delle principali cause ostative

Tra le condizioni richieste per l’accesso al concordato vi è anche l’assenza di debiti tributari e contributivi superiori a 5.000 euro. La verifica deve essere effettuata considerando:

  • debiti verso l’Agenzia delle Entrate;
  • debiti contributivi;
  • somme definitivamente accertate.

La soglia deve essere valutata complessivamente: non rileva quindi il singolo debito, ma il totale delle somme dovute. Ad esempio:

  • debiti tributari: 4.000 euro;
  • debiti contributivi: 2.000 euro.

Il totale pari a 6.000 euro supera il limite previsto e rappresenta una causa ostativa. Non rilevano invece le somme oggetto di rateazione regolarmente in corso per le quali il contribuente non sia decaduto dal beneficio. Un elemento operativo importante riguarda la possibilità di regolarizzare la posizione prima dell’adesione al concordato. Il contribuente che supera la soglia può eliminare l’ostacolo attraverso il pagamento oppure mediante una regolare rateizzazione entro il termine previsto per l’adesione.


Reati tributari: quando scatta l’esclusione

Il legislatore ha previsto anche una specifica causa di esclusione collegata alla commissione di determinati reati tributari. Per il biennio 2026-2027 devono essere considerati i periodi d’imposta:

  • 2023;
  • 2024;


La causa ostativa riguarda esclusivamente le condanne definitive relative ai reati previsti dal D.Lgs. 74/2000.Non sono quindi sufficienti:

  • una semplice denuncia;
  • un procedimento ancora pendente;
  • una sentenza non definitiva.

Anche il patteggiamento con pena detentiva non superiore a due anni presenta una disciplina specifica e non determina automaticamente l’esclusione.


Redditi esenti oltre il limite del 40%

Un’ulteriore verifica riguarda la presenza di redditi esenti o esclusi superiori al 40% del reddito d’impresa o di lavoro autonomo. La norma, tuttavia, non riguarda tutte le componenti reddituali non tassate. Sono escluse, ad esempio, alcune fattispecie tipiche della fiscalità d’impresa come:

  • dividendi parzialmente esclusi;
  • plusvalenze PEX;
  • crediti d’imposta non imponibili.

La verifica deve quindi essere effettuata analizzando la natura specifica della componente reddituale e non limitandosi alla semplice presenza di importi non tassati.


La checklist operativa per il commercialista

Prima di proporre al cliente l’adesione al Concordato Preventivo Biennale 2026-2027 è opportuno effettuare almeno cinque controlli fondamentali.

1. Verifica applicazione ISA 2025

Il contribuente deve essere effettivamente soggetto agli ISA nel periodo d’imposta 2025.

2. Controllo di eventuali concordati già attivi

Occorre verificare che non sia già presente un’adesione al CPB 2025-2026.

3. Analisi della posizione debitoria

Bisogna controllare l’eventuale presenza di debiti definitivi superiori alla soglia dei 5.000 euro.

4. Verifica dei precedenti penali tributari

È necessario accertare l’assenza di condanne definitive per reati tributari rilevanti.

5. Analisi delle ulteriori cause di esclusione

Devono essere valutate eventuali operazioni straordinarie, particolarità reddituali o altre situazioni previste dalla normativa.


Conclusioni

Il Concordato Preventivo Biennale 2026-2027 rappresenta un’opportunità importante per molti contribuenti ISA, ma l’adesione deve essere preceduta da un’attenta analisi tecnica. La valutazione non può limitarsi alla convenienza economica della proposta dell’Agenzia delle Entrate: prima occorre verificare la piena ammissibilità del contribuente. Per il commercialista il ruolo diventa quindi centrale: attraverso una corretta analisi preventiva è possibile evitare adesioni inefficaci o rischiose e accompagnare il cliente verso una scelta consapevole basata su dati fiscali, reddituali e prospettici.

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