Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) rappresenta uno degli strumenti più rilevanti introdotti dal legislatore nell’ambito della riforma fiscale, consentendo ai contribuenti interessati di determinare preventivamente il reddito imponibile ai fini delle imposte dirette per un periodo di due anni. Con riferimento al biennio 2026-2027, la possibilità di aderire non è però automatica: il contribuente deve rispettare una serie di condizioni precise e verificare l’assenza di cause ostative. Per i professionisti incaricati della gestione fiscale dei clienti diventa quindi fondamentale effettuare una vera e propria checklist preventiva, verificando la presenza dei requisiti richiesti dalla normativa prima di valutare la convenienza economica dell’adesione.
La prima condizione necessaria per accedere al Concordato Preventivo Biennale 2026-2027 riguarda l’applicazione degli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) nel periodo d’imposta 2025.Il meccanismo del concordato, infatti, si basa sulla proposta elaborata dall’Agenzia delle Entrate attraverso i dati dichiarativi e gli elementi utilizzati per gli ISA. Di conseguenza, se nel 2025 il contribuente non è soggetto agli ISA, non potrà ricevere alcuna proposta di concordato. Sono quindi esclusi, ad esempio:
Tra le operazioni straordinarie che possono incidere sull’applicazione degli ISA rientrano, a titolo esemplificativo:
Un aspetto importante riguarda invece le eventuali modifiche intervenute successivamente all’adesione al concordato. La fuoriuscita dagli ISA durante il biennio 2026-2027, se non collegata alle specifiche cause di cessazione previste dalla normativa, non determina automaticamente la perdita degli effetti del concordato.
Possono accedere al nuovo biennio di concordato principalmente tre categorie di contribuenti.
I soggetti che hanno aderito al CPB 2024-2025 e che nel periodo d’imposta 2025 risultano applicare regolarmente gli ISA possono valutare una nuova adesione per il periodo 2026-2027.
Anche coloro che non hanno partecipato al precedente concordato possono accedere al nuovo biennio, purché nel 2025 siano soggetti ISA e rispettino tutte le ulteriori condizioni previste.
Una particolare attenzione deve essere riservata ai contribuenti che nel 2025 sono fuoriusciti dal regime forfetario, ad esempio per il superamento delle soglie previste, diventando soggetti obbligati all’applicazione degli ISA. Questi soggetti possono rientrare tra i potenziali aderenti al CPB 2026-2027.Sono invece esclusi coloro che hanno già un concordato in corso per il biennio 2025-2026: in questo caso l’eventuale nuova adesione potrà essere valutata solamente per il successivo periodo.
Un tema particolarmente delicato riguarda l’introduzione della nuova classificazione ATECO 2025, entrata in vigore dal 1° aprile 2025.Molti contribuenti hanno visto modificare il proprio codice attività senza aver effettuato alcun cambiamento nella propria attività economica. Il dubbio era se tale variazione potesse determinare una causa di cessazione dal concordato. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il semplice aggiornamento del codice ATECO derivante dalla nuova classificazione statistica non rappresenta una modifica sostanziale dell’attività svolta. Pertanto, il cambio codice:
La situazione deve però essere analizzata con attenzione nei casi in cui il cambio ATECO sia accompagnato da una reale modifica dell’attività esercitata.
Tra le condizioni richieste per l’accesso al concordato vi è anche l’assenza di debiti tributari e contributivi superiori a 5.000 euro. La verifica deve essere effettuata considerando:
La soglia deve essere valutata complessivamente: non rileva quindi il singolo debito, ma il totale delle somme dovute. Ad esempio:
Il totale pari a 6.000 euro supera il limite previsto e rappresenta una causa ostativa. Non rilevano invece le somme oggetto di rateazione regolarmente in corso per le quali il contribuente non sia decaduto dal beneficio. Un elemento operativo importante riguarda la possibilità di regolarizzare la posizione prima dell’adesione al concordato. Il contribuente che supera la soglia può eliminare l’ostacolo attraverso il pagamento oppure mediante una regolare rateizzazione entro il termine previsto per l’adesione.
Il legislatore ha previsto anche una specifica causa di esclusione collegata alla commissione di determinati reati tributari. Per il biennio 2026-2027 devono essere considerati i periodi d’imposta:
La causa ostativa riguarda esclusivamente le condanne definitive relative ai reati previsti dal D.Lgs. 74/2000.Non sono quindi sufficienti:
Anche il patteggiamento con pena detentiva non superiore a due anni presenta una disciplina specifica e non determina automaticamente l’esclusione.
Un’ulteriore verifica riguarda la presenza di redditi esenti o esclusi superiori al 40% del reddito d’impresa o di lavoro autonomo. La norma, tuttavia, non riguarda tutte le componenti reddituali non tassate. Sono escluse, ad esempio, alcune fattispecie tipiche della fiscalità d’impresa come:
La verifica deve quindi essere effettuata analizzando la natura specifica della componente reddituale e non limitandosi alla semplice presenza di importi non tassati.
Prima di proporre al cliente l’adesione al Concordato Preventivo Biennale 2026-2027 è opportuno effettuare almeno cinque controlli fondamentali.
Il contribuente deve essere effettivamente soggetto agli ISA nel periodo d’imposta 2025.
Occorre verificare che non sia già presente un’adesione al CPB 2025-2026.
Bisogna controllare l’eventuale presenza di debiti definitivi superiori alla soglia dei 5.000 euro.
È necessario accertare l’assenza di condanne definitive per reati tributari rilevanti.
Devono essere valutate eventuali operazioni straordinarie, particolarità reddituali o altre situazioni previste dalla normativa.
Il Concordato Preventivo Biennale 2026-2027 rappresenta un’opportunità importante per molti contribuenti ISA, ma l’adesione deve essere preceduta da un’attenta analisi tecnica. La valutazione non può limitarsi alla convenienza economica della proposta dell’Agenzia delle Entrate: prima occorre verificare la piena ammissibilità del contribuente. Per il commercialista il ruolo diventa quindi centrale: attraverso una corretta analisi preventiva è possibile evitare adesioni inefficaci o rischiose e accompagnare il cliente verso una scelta consapevole basata su dati fiscali, reddituali e prospettici.