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23 Oct
23Oct

Dal 1° gennaio 2026 cambiano le regole per l’utilizzo dei crediti in compensazione tramite modello F24 in presenza di debiti fiscali iscritti a ruolo. La Legge di Bilancio 2026 ha ridotto da 100.000 a 50.000 euro la soglia oltre la quale scatta il divieto di compensazione orizzontale, ampliando così la platea dei contribuenti interessati dalla misura. La novità riguarda imprese, professionisti e contribuenti che intendono utilizzare crediti fiscali per pagare altri tributi o debiti contributivi. Diventa quindi fondamentale verificare la propria posizione debitoria prima di predisporre e trasmettere una delega F24 contenente compensazioni.

1. Compensazioni F24: cosa cambia dal 2026

La modifica è stata introdotta dall’articolo 1, comma 116, della Legge n. 199/2025, ossia la Legge di Bilancio 2026, che ha abbassato la soglia prevista dall’articolo 37, comma 49-quinquies, del DL n. 223/2006.Fino al 31 dicembre 2025, il divieto generale scattava in presenza di debiti qualificati superiori a 100.000 euro. Dal 1° gennaio 2026, invece, il limite è stato ridotto a 50.000 euro. Di conseguenza, il contribuente che presenta debiti rilevanti affidati all’agente della riscossione deve prestare maggiore attenzione prima di utilizzare crediti fiscali per ridurre i versamenti dovuti. Il divieto opera quando l'importo complessivo dei carichi che rientrano nella norma supera 50.000 euro, i termini di pagamento sono scaduti e non risultano provvedimenti di sospensione o piani di rateazione in essere che consentano di escludere i relativi importi dal calcolo.

Attenzione: la soglia riguarda i debiti che possiedono i requisiti previsti dalla legge, non indistintamente qualsiasi debito del contribuente.

2. Che cosa si intende per compensazione orizzontale

Per comprendere la portata della novità è necessario distinguere tra compensazione verticale e compensazione orizzontale. La compensazione verticale si verifica quando un credito viene utilizzato per compensare un debito relativo alla stessa imposta, secondo le regole applicabili. La compensazione orizzontale, invece, permette di utilizzare un credito relativo a un tributo o a un’altra posizione fiscale per pagare debiti di natura diversa tramite il modello F24.Un esempio è l’utilizzo di un credito IRPEF o IRES per versare altri tributi, oppure l’impiego di un credito IVA per compensare determinati debiti fiscali. È proprio sulla compensazione disciplinata dall’articolo 17 del D.Lgs. n. 241/1997 che interviene il divieto previsto per i contribuenti con debiti qualificati superiori alla soglia. La limitazione può incidere in modo significativo sulla liquidità delle imprese, soprattutto quando queste dispongono di crediti fiscali ma devono contemporaneamente far fronte a cartelle esattoriali non pagate.

3. Quali debiti concorrono al raggiungimento dei 50.000 euro

Per verificare se scatta il blocco, occorre individuare i carichi che rientrano nella disposizione normativa. In linea generale, rilevano le iscrizioni a ruolo relative a imposte erariali e ai relativi accessori, nonché i carichi affidati all’agente della riscossione derivanti da atti emessi dall’Agenzia delle Entrate, compresi gli atti di recupero previsti dalla legge. La verifica deve riguardare la situazione debitoria complessiva, non una singola cartella considerata isolatamente. Occorre inoltre distinguere i carichi scaduti da quelli per i quali sono ancora aperti i termini di pagamento. Non rientrano nel calcolo, ai fini di questo specifico divieto, gli importi interessati da una sospensione efficace o da un piano di rateazione regolarmente in essere, purché non sia intervenuta la decadenza dal beneficio. Per questo motivo, prima di trasmettere un F24 con compensazioni, è opportuno consultare la situazione aggiornata presso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione e verificare lo stato di ciascun carico.

4. Che cosa succede se i debiti superano 50.000 euro

Quando ricorrono tutte le condizioni previste dalla norma e il totale dei debiti qualificati supera 50.000 euro, il contribuente non può utilizzare in compensazione i crediti interessati dal divieto. La limitazione è particolarmente rilevante perché non riguarda soltanto il credito eventualmente necessario a coprire il debito iscritto a ruolo: il superamento della soglia determina, in linea generale, l’esclusione della facoltà di compensazione orizzontale per i crediti soggetti alla disposizione. Restano ferme le eccezioni espressamente previste dalla legge, in particolare per determinate tipologie di crediti previdenziali e assicurativi. Il contribuente potrebbe quindi trovarsi nella condizione di possedere un credito fiscale disponibile, ma di dover comunque versare in denaro gli importi dovuti attraverso il modello F24.La misura impone, di conseguenza, una pianificazione più attenta dei pagamenti e una verifica preventiva della posizione fiscale.

5. Esempi pratici: come si applica il nuovo limite

Per comprendere meglio gli effetti della disposizione, consideriamo tre situazioni.

Debiti qualificati scadutiConseguenze sulla compensazione
1.000 euroNon scatta il divieto previsto dalla soglia di 1.500 euro.
20.000 euroI crediti erariali sono soggetti al limite previsto dall’art. 31 del DL n. 78/2010; i crediti agevolativi seguono le rispettive regole.
60.000 euroScatta il divieto generale di compensazione orizzontale, salvo le eccezioni previste dalla legge.

Esempio: una società dispone di un credito IVA di 80.000 euro e presenta cartelle per imposte erariali scadute, non rateizzate e non sospese, per complessivi 60.000 euro. Poiché i debiti superano la soglia di 50.000 euro, la società non può utilizzare liberamente il credito IVA per compensare altri debiti tramite F24. Il fatto che il credito sia superiore al debito non consente di utilizzare automaticamente la differenza. Se, invece, il contribuente riduce i debiti rilevanti a 50.000 euro o meno, viene meno il divieto generale. Rimangono tuttavia applicabili le ulteriori limitazioni previste dalla normativa, compreso il divieto relativo ai crediti erariali in presenza di debiti scaduti superiori a 1.500 euro.

6. Quali debiti sono esclusi e quali crediti restano utilizzabili

La disciplina richiede particolare attenzione alle diverse tipologie di debito. In linea generale, i carichi previdenziali INPS e quelli relativi alle Casse professionali non concorrono al raggiungimento della soglia prevista per questo specifico divieto. Sono inoltre esclusi i tributi locali riscossi sulla base di atti propri dell’ente, come IMU e TARI, mentre possono rilevare determinati debiti derivanti da atti dell’Agenzia delle Entrate. Per quanto riguarda i crediti, la norma fa salva la compensazione dei crediti relativi ai contributi previdenziali e ai premi INAIL individuati dall’articolo 17 del D.Lgs. n. 241/1997.L’esclusione deve essere interpretata con attenzione: non significa che ogni credito possa essere utilizzato per pagare qualsiasi debito, né che vengano meno gli altri vincoli previsti per le singole categorie di crediti. Restano infatti applicabili le regole specifiche in materia di credito IVA, visto di conformità, limiti annuali, modalità telematiche e requisiti per l’utilizzo in compensazione.

7. Come rimuovere il blocco delle compensazioni F24

Il contribuente che supera la soglia può valutare diverse soluzioni per ripristinare la possibilità di utilizzare i crediti interessati. Le principali sono:

  • Pagamento dei debiti: ridurre il totale dei carichi rilevanti fino a un importo pari o inferiore a 50.000 euro.
  • Rateizzazione: ottenere un piano di pagamento valido e mantenerlo regolare, così da escludere dal calcolo i carichi interessati dalla rateazione.
  • Sospensione: ottenere un provvedimento di sospensione efficace, giudiziale o amministrativo, quando ne ricorrono i presupposti.
  • Verifica della posizione debitoria: controllare eventuali importi già pagati, errori o carichi per i quali sia possibile chiedere lo sgravio o l’annullamento.

È importante non confondere la presentazione di una domanda di rateizzazione con la concessione del piano: prima di procedere con compensazioni potenzialmente soggette al divieto, occorre verificare che la posizione sia effettivamente regolarizzata secondo le disposizioni applicabili.

8. Quali controlli deve effettuare il commercialista prima dell’invio dell’F24

Per evitare scarti delle deleghe e ritardi nei versamenti, lo studio professionale dovrebbe adottare una procedura di controllo preventiva. In particolare, è opportuno:

  1. Consultare la situazione debitoria aggiornata del contribuente presso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
  2. Individuare i carichi scaduti che concorrono al raggiungimento della soglia.
  3. Escludere dal conteggio gli importi regolarmente rateizzati o sospesi, verificando che i relativi provvedimenti siano efficaci.
  4. Verificare l’importo e la tipologia dei crediti che si intendono utilizzare.
  5. Applicare il limite corretto in base all’ammontare complessivo dei debiti qualificati.
  6. Conservare la documentazione delle verifiche, dei pagamenti e degli eventuali piani di rateizzazione.

La verifica deve essere effettuata con riferimento alla situazione esistente al momento della trasmissione della delega F24, perché la posizione debitoria può cambiare nel tempo.


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