2 min letti
03 Feb
03Feb

Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026, cambia in modo significativo la disciplina della compensazione dei crediti tramite modello F24

A partire dal 1° gennaio 2026, infatti, viene rafforzato il divieto di compensazione orizzontale per i contribuenti che presentano debiti iscritti a ruolo scaduti superiori a 50.000 euro, dimezzando la precedente soglia di 100.000 euro.La misura si inserisce nel più ampio quadro di interventi finalizzati a rafforzare l’efficacia della riscossione e a limitare l’utilizzo della compensazione da parte di soggetti con posizioni debitorie rilevanti nei confronti dell’Erario.

La compensazione nel modello F24

La compensazione consente al contribuente di utilizzare crediti tributari o contributivi per estinguere debiti di natura diversa tramite il modello F24. Si tratta di uno strumento ampiamente utilizzato da imprese e professionisti per ottimizzare i flussi finanziari e ridurre gli esborsi di liquidità.Il legislatore, tuttavia, ha progressivamente introdotto limiti e controlli a questo meccanismo, soprattutto in presenza di debiti fiscali non regolarizzati.

Nuova soglia: da 100.000 a 50.000 euro

La principale novità riguarda l’abbassamento della soglia oltre la quale la compensazione è vietata. Dal 2026, il divieto scatterà in presenza di:

  • ruoli affidati all’agente della riscossione,
  • scaduti e non sospesi,
  • per un importo complessivo superiore a 50.000 euro.

In tali casi, il contribuente non potrà utilizzare alcun credito in compensazione orizzontale, indipendentemente dall’ammontare del credito disponibile.

Il divieto opera sull’intera compensazione

Un aspetto particolarmente rilevante è che il blocco alla compensazione non riguarda solo la parte eccedente la soglia, ma l’intero utilizzo del credito.

Esempio

Un’impresa con:

  • debiti iscritti a ruolo pari a 60.000 euro;
  • crediti fiscali compensabili per 90.000 euro;

non potrà effettuare alcuna compensazione in F24 fino a quando i debiti non saranno ridotti sotto i 50.000 euro, tramite pagamento, rateazione o altre forme di definizione ammesse.

Compensazioni vietate e compensazioni ammesse

Il divieto riguarda esclusivamente la compensazione orizzontale, ossia l’utilizzo di crediti di un tributo per il pagamento di debiti di natura diversa (ad esempio credito IVA per contributi INPS o ritenute).Restano invece consentite:

  • le compensazioni verticali (credito e debito riferiti allo stesso tributo);
  • le compensazioni effettuate da contribuenti che hanno piani di rateazione regolarmente in corso;
  • i casi in cui i carichi siano sospesi o oggetto di procedure di definizione agevolata, nei limiti previsti dalla normativa.

Impatto operativo per imprese e professionisti

La riduzione della soglia comporta un impatto concreto sulla gestione finanziaria, soprattutto per PMI e professionisti, che spesso utilizzano la compensazione come strumento ordinario di equilibrio della liquidità.

Diventa quindi essenziale:

  • monitorare costantemente la propria posizione debitoria;
  • verificare l’eventuale presenza di ruoli scaduti;
  • valutare tempestivamente pagamenti, rateazioni o definizioni per non incorrere nel blocco dell’F24.

Conclusioni

La stretta sulla compensazione F24 rappresenta un ulteriore passo verso una gestione più rigorosa dei rapporti tra contribuenti ed Erario. Dal 2026, la soglia dei 50.000 euro diventa un limite chiave da presidiare, pena l’impossibilità di utilizzare crediti fiscali anche in presenza di eccedenze rilevanti.Per imprese e professionisti, una pianificazione fiscale attenta e un controllo costante dei ruoli iscritti a carico del contribuente saranno determinanti per evitare blocchi operativi e tensioni di liquidità.


POTREBBE INTERESSARTI:

- Corso esperto in contabilità;

- Corso analisi di bilancio;

- Corso pratiche CCIAA;

Commenti
* L'indirizzo e-mail non verrà pubblicato sul sito Web.