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20 Apr
20Apr

Avviare una nuova attività utilizzando la NASpI anticipata continua a rappresentare una delle principali opportunità per chi desidera trasformare un periodo di disoccupazione in un progetto imprenditoriale. Tuttavia, dal 2026 cambiano le modalità di erogazione dell’incentivo, con impatti concreti sulla pianificazione finanziaria iniziale.

Cos’è la NASpI anticipata

La NASpI anticipata consente ai beneficiari dell’indennità di disoccupazione di richiedere in un’unica procedura il valore residuo spettante, destinandolo all’avvio di:

  • attività di lavoro autonomo;
  • libera professione con Partita IVA;
  • impresa individuale;
  • sottoscrizione di quote di capitale sociale in cooperative.

Si tratta di uno strumento pensato per favorire autoimpiego e nuova imprenditorialità, offrendo liquidità immediata da investire nel proprio progetto.

Le novità 2026: pagamento in due tranche

La principale modifica introdotta nel 2026 riguarda la modalità di pagamento. Non è più previsto l’accredito totale immediato, ma una suddivisione in due rate:

  • 70% dell’importo complessivo alla liquidazione della domanda;
  • 30% residuo al termine del periodo teorico della NASpI, e comunque entro sei mesi dalla richiesta, previa verifica dei requisiti.

Cosa significa per chi apre un’attività

Questo cambiamento richiede maggiore attenzione nella fase di startup, soprattutto per chi necessita di capitale iniziale per:

  • affitto locali;
  • acquisto attrezzature;
  • marketing;
  • software gestionali;
  • consulenze fiscali e legali.

Una corretta pianificazione del cash flow diventa quindi essenziale.

Chi può richiederla

Possono presentare domanda i lavoratori che:

  • possiedono i requisiti ordinari per la NASpI;
  • si trovano in stato di disoccupazione involontaria;
  • intendono avviare un’attività autonoma o imprenditoriale compatibile con la normativa vigente.

Entro quando presentare la domanda

La richiesta deve essere inviata entro 30 giorni:

  • dalla data di inizio della nuova attività;
  • oppure dalla domanda NASpI, se l’attività autonoma era già avviata durante il precedente rapporto di lavoro subordinato.

La procedura si svolge online tramite portale INPS o con il supporto di patronati e intermediari autorizzati.

Quando si perde il diritto alla seconda rata

L’INPS verifica la permanenza delle condizioni dichiarate. La seconda tranche può non essere erogata in caso di:

  • nuova occupazione subordinata;
  • pensione diretta;
  • situazioni incompatibili con la prestazione.

In alcuni casi può essere richiesta anche la restituzione delle somme già percepite.

Aspetti strategici per imprenditori e professionisti

Chi valuta di utilizzare la NASpI anticipata nel 2026 dovrebbe impostare il progetto con approccio manageriale:

1. Business plan realistico

Definire costi iniziali, tempi di rientro e sostenibilità dei primi mesi.

2. Scelta del regime fiscale

Valutare se conviene il regime forfettario o ordinario.

3. Gestione della liquidità

Considerare che il 30% sarà incassato successivamente.

4. Supporto professionale

Commercialista e consulente del lavoro possono ridurre errori procedurali e fiscali.

Conviene richiederla nel 2026?

La risposta dipende dal progetto. Per attività digitali, consulenza o servizi a basso investimento iniziale può restare una soluzione molto vantaggiosa. Per attività con elevati costi di avvio, la nuova rateizzazione richiede invece maggiore capitale integrativo.

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