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01 Aug
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Scopri come calcolare correttamente il reddito nel regime forfettario. Guida completa con formule, tabelle, esempi numerici, contributi INPS, imposta sostitutiva ed errori da evitare.


Come calcolare il reddito nel regime forfettario: guida completa

Il regime forfettario rappresenta il regime fiscale agevolato più utilizzato da professionisti, commercianti e artigiani che rispettano i requisiti previsti dalla normativa. Uno degli aspetti che genera più dubbi riguarda il calcolo del reddito imponibile, poiché nel regime forfettario non si deducono le spese realmente sostenute, ma si applica un coefficiente di redditività stabilito dalla legge. Comprendere il meccanismo di calcolo è fondamentale per:

  • stimare il carico fiscale;
  • pianificare il proprio fatturato;
  • evitare errori nella dichiarazione dei redditi;
  • valutare la convenienza del regime.

In questa guida analizzeremo nel dettaglio come determinare il reddito imponibile, come incidono i contributi previdenziali e come calcolare l'imposta sostitutiva attraverso esempi pratici.


Come funziona il regime forfettario

Il regime forfettario si basa su un principio molto semplice:non conta quanto hai speso durante l'anno, ma esclusivamente quanto hai incassato. Successivamente ai ricavi o compensi viene applicata una percentuale denominata coefficiente di redditività, differente a seconda del codice ATECO dell'attività.Il reddito imponibile si determina quindi senza registrare costi, ammortamenti o spese deducibili ordinarie.


Formula per calcolare il reddito

La formula è la seguente. 

Ricavi o compensi incassati

Applicazione del coefficiente di redditività

Reddito lordo

Deduzione dei contributi previdenziali versati

Reddito imponibile

Applicazione dell'imposta sostitutiva (5% o 15%)


I coefficienti di redditività

Ogni attività economica possiede un proprio coefficiente.

Tabella dei principali coefficienti

AttivitàCoefficiente
Professionisti78%
Agenti di commercio62%
Commercio all'ingrosso e dettaglio40%
Costruzioni86%
Attività manifatturiere67%
Ristorazione40%
Servizi di alloggio40%
Intermediari del commercio62%
Altre attività di servizivariabile

Maggiore è il coefficiente, maggiore sarà il reddito imponibile.


Esempio 1 - Professionista

Supponiamo un consulente che abbia incassato:

Compensi: €50.000 Coefficiente:78% Calcolo:50.000 × 78%= 39.000 euro

Se durante l'anno versa contributi previdenziali pari a: 6.000 euro

Il reddito imponibile diventa: 39.000 − 6.000= 33.000 euro

Se applica l'aliquota del 15%:33.000 × 15%= 4.950 euro

Imposta sostitutiva dovuta.


Esempio 2 - Commerciante

Ricavi: 80.000 euro Coefficiente:40% Reddito lordo: 80.000 × 40%= 32.000 euro

Contributi INPS versati: 7.500 euro

Reddito imponibile: 32.000 − 7.500= 24.500 euro Imposta:24.500 × 15%= 3.675 euro


Esempio 3 - Nuova attività con aliquota al 5%

Compensi: 30.000 euro Professionista Coefficiente: 78% Reddito: 30.000 × 78%= 23.400 euro

Contributi: 4.000 euro Imponibile: 19.400 euro

Imposta: 19.400 × 5%= 970 euro

È evidente il vantaggio della tassazione ridotta per le nuove iniziative.


Le spese sono deducibili?

No.Questo è uno degli aspetti più importanti del regime forfettario. Sono irrilevanti ai fini del reddito:

  • carburante;
  • telefono;
  • computer;
  • software;
  • cancelleria;
  • consulenze;
  • affitto ufficio;
  • autovetture;
  • manutenzioni;
  • pubblicità.

La legge presume che tali costi siano già rappresentati dal coefficiente di redditività.


L'unica deduzione ammessa

L'unica deduzione direttamente collegata al reddito riguarda:

i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati. Possono essere dedotti:

  • Gestione Separata INPS;
  • Artigiani;
  • Commercianti;
  • Casse professionali.
  • Enasarco (quota agente)

Contributi INPS e reddito

Il meccanismo è semplice. 

Reddito forfettario↓

menoContributi previdenziali↓

Reddito imponibile↓

Imposta sostitutiva 

Maggiore è il versamento contributivo, minore sarà l'imposta.


La riduzione contributiva del 35%

Artigiani e commercianti possono richiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS. Questa agevolazione comporta:

  • minori contributi da pagare;
  • maggiore liquidità.

Occorre tuttavia valutarne gli effetti sulla futura pensione, poiché una contribuzione inferiore può incidere sull'importo dell'assegno pensionistico.


Differenza tra fatturato e reddito

Uno degli errori più frequenti consiste nel confondere: fatturato con reddito imponibile.

Vediamo un esempio.

Fatturato:85.000 euro Commerciante

Coefficiente: 40%

Reddito:34.000 euro

L'imposta non viene quindi calcolata su 85.000 euro ma su 34.000 euro, al netto dei contributi previdenziali.


Cosa succede se sostieni molte spese?

È la situazione nella quale il regime forfettario può risultare meno conveniente. 

Ad esempio.

Incassi:60.000 euro

Spese reali:40.000 euro

Nel regime forfettario:le spese non rilevano. Il reddito continua ad essere calcolato esclusivamente tramite il coefficiente. In questi casi potrebbe essere opportuno valutare il regime ordinario.


Errori frequenti nel calcolo

Tra gli errori più comuni troviamo:

  • utilizzare il coefficiente errato;
  • considerare il fatturato anziché gli incassi (quando rilevante ai fini del regime);
  • dimenticare la deduzione dei contributi previdenziali;
  • applicare il 5% senza possedere i requisiti;
  • dedurre costi che nel regime forfettario non sono ammessi;
  • non distinguere il reddito fiscale dalla liquidità disponibile.

Schema riepilogativo del calcolo

PassaggioOperazione
1Somma dei ricavi o compensi incassati
2Applicazione del coefficiente di redditività
3Determinazione del reddito lordo
4Deduzione dei contributi INPS versati
5Calcolo del reddito imponibile
6Applicazione dell'imposta sostitutiva del 5% o del 15%

Esempio completo

Immaginiamo il seguente caso.

Professionista.

Compensi:65.000 euro

Coefficiente:78%

Reddito lordo: 65.000 × 78%= 50.700 euro

Contributi:9.000 euro

Reddito imponibile:41.700 euro

Aliquota: 15%

Imposta sostitutiva:6.255 euro

Il professionista avrà quindi:

  • Compensi: €65.000
  • Reddito fiscale: €41.700
  • Imposta sostitutiva: €6.255

Quando conviene il regime forfettario?

Generalmente il regime risulta particolarmente conveniente quando:

  • le spese dell'attività sono contenute;
  • non si effettuano investimenti elevati;
  • si desidera una gestione contabile semplificata;
  • il coefficiente di redditività è favorevole rispetto ai costi realmente sostenuti.

Al contrario, chi sostiene costi molto elevati potrebbe trovare più vantaggioso il regime ordinario, che consente la deduzione analitica delle spese.


Conclusioni

Il calcolo del reddito nel regime forfettario è molto più semplice rispetto ai regimi ordinari, ma richiede comunque attenzione.

I passaggi fondamentali sono quattro:

  1. determinare i ricavi o compensi;
  2. applicare il coefficiente di redditività previsto per il proprio codice ATECO;
  3. dedurre i contributi previdenziali versati;
  4. applicare l'imposta sostitutiva del 5% o del 15%.

Conoscere queste regole permette di pianificare correttamente il proprio carico fiscale, evitare errori nella dichiarazione dei redditi e valutare con maggiore consapevolezza la convenienza del regime.


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FAQ - Domande frequenti

Come si calcola il reddito nel regime forfettario?

Si applica il coefficiente di redditività ai ricavi o compensi percepiti e si sottraggono i contributi previdenziali obbligatori versati. Sul reddito così ottenuto si applica l'imposta sostitutiva del 5% o del 15%.

Le spese sostenute sono deducibili?

No. Nel regime forfettario le spese effettive non incidono sul reddito imponibile, poiché sono considerate in modo forfettario attraverso il coefficiente di redditività.

Quali contributi possono essere dedotti?

Sono deducibili i contributi previdenziali obbligatori versati all'INPS (Gestione Separata, Artigiani e Commercianti) o alle casse professionali.

Qual è la differenza tra fatturato e reddito?

Il fatturato rappresenta l'ammontare dei ricavi o compensi, mentre il reddito imponibile è il risultato ottenuto dopo l'applicazione del coefficiente di redditività e la deduzione dei contributi previdenziali.

Quando si applica l'imposta sostitutiva del 5%?

L'aliquota del 5% è riservata alle nuove attività che rispettano i requisiti previsti dalla normativa. Negli altri casi si applica, in via ordinaria, l'aliquota del 15%.

Il regime forfettario conviene sempre?

Non necessariamente. È generalmente vantaggioso per chi sostiene costi contenuti; se l'attività richiede spese elevate, il regime ordinario potrebbe risultare più conveniente grazie alla deduzione analitica dei costi.

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