Il Bonus mamme 2026 entra nella fase operativa. Dal 20 ottobre le lavoratrici madri in possesso dei requisiti possono presentare all’INPS la domanda per ottenere un contributo economico fino a 720 euro. La misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, riconosce 60 euro per ogni mese, o frazione di mese, di attività lavorativa utile nell’anno. Il beneficio è destinato alle madri con almeno due figli, dipendenti o autonome, con redditi da lavoro non superiori a 40.000 euro annui. Per accedere al contributo è necessario presentare un’apposita richiesta: l’erogazione non avviene automaticamente. Vediamo chi può beneficiare del Bonus mamme 2026, quali sono i requisiti richiesti, come presentare la domanda e quando arriveranno i pagamenti.
Il nuovo Bonus mamme consiste in un’integrazione al reddito pari a 60 euro mensili, fino a un massimo di dodici mensilità e quindi di 720 euro complessivi. L’importo effettivamente riconosciuto dipende dai mesi, o dalle frazioni di mese, in cui risultano soddisfatte le condizioni previste dalla normativa.
| Mesi riconosciuti | Importo spettante |
|---|---|
| 3 mesi | 180 euro |
| 6 mesi | 360 euro |
| 9 mesi | 540 euro |
| 12 mesi | 720 euro |
Il contributo è previsto per il 2026 dall’articolo 1, comma 207, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199, ossia la Legge di Bilancio 2026.Rispetto alla misura prevista per il 2025, l’importo mensile passa da 40 a 60 euro. L’obiettivo è offrire un sostegno economico alle lavoratrici madri, in attesa dell’attuazione dell’esonero contributivo parziale la cui decorrenza è stata rinviata al 2027.
Per ottenere il contributo è necessario possedere contemporaneamente i requisiti familiari, lavorativi ed economici stabiliti dall’INPS.
Possono richiedere il beneficio le lavoratrici madri con due figli, purché il più piccolo abbia un’età inferiore a dieci anni. Il requisito deve essere posseduto al 1° gennaio 2026 oppure maturare entro il 31 dicembre 2026.
Esempio: una lavoratrice con due figli, di cui il più piccolo ha sei anni, può accedere al contributo se rispetta anche le condizioni lavorative e reddituali.
Il Bonus mamme spetta anche alle lavoratrici con tre o più figli, purché il più piccolo non abbia ancora compiuto diciotto anni. Anche in questo caso, il requisito relativo al numero e all’età dei figli deve sussistere all’inizio del 2026 oppure maturare entro la fine dell’anno. Sono considerati anche i figli adottati e quelli in affidamento preadottivo. Se il requisito familiare viene raggiunto durante il 2026, per esempio con la nascita del secondo figlio ad aprile, il diritto può decorrere dal mese in cui si perfeziona la condizione, sempre nel rispetto degli altri requisiti.
La misura è rivolta alle lavoratrici dipendenti e autonome che rispettano le condizioni previste dalla legge. In particolare, possono essere interessate:
Sono compresi, nei limiti previsti dalla disciplina applicabile, anche i rapporti di lavoro intermittente e in somministrazione. Restano invece escluse le lavoratrici domestiche, secondo la disciplina attualmente applicabile. Su questa esclusione è stata sollevata una questione di legittimità costituzionale dal Tribunale di Milano con ordinanza del 7 ottobre 2026, n. 8068. La questione dovrà essere valutata dalla Corte costituzionale: fino a una pronuncia che modifichi il quadro applicabile, l’esclusione resta vigente.
Una distinzione importante riguarda le lavoratrici madri con almeno tre figli che hanno un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Per queste lavoratrici il Bonus mamme 2026 non spetta nei mesi in cui è in essere il rapporto a tempo indeterminato, anche quando questo riguarda soltanto una parte del mese. Può infatti trovare applicazione, se ricorrono i requisiti, l’esonero totale dei contributi previdenziali IVS a carico della lavoratrice previsto dalla Legge n. 213/2023. La situazione è diversa per le madri con due figli, che possono accedere al Bonus mamme anche se hanno un contratto a tempo indeterminato.
Esempio: una lavoratrice con tre figli e un contratto a tempo determinato può ricevere il bonus per i mesi spettanti. Se il contratto viene trasformato a tempo indeterminato a luglio, il contributo può spettare da gennaio a giugno, mentre da luglio occorre verificare l’applicabilità dell’esonero contributivo alternativo.
Per ottenere il contributo, la somma dei redditi da lavoro dipendente e autonomo rilevanti ai fini fiscali per il 2026 deve essere pari o inferiore a 40.000 euro. Nel calcolo rientrano i redditi derivanti dalle diverse attività lavorative svolte, compresi quelli esenti da imposizione fiscale o assoggettati a regimi sostitutivi o agevolati. I redditi sono considerati al lordo delle eventuali franchigie o riduzioni percentuali previste ai fini fiscali. Occorre quindi prestare attenzione quando la lavoratrice svolge più attività, ad esempio un lavoro dipendente e contemporaneamente un’attività autonoma. Il limite di 40.000 euro riguarda i redditi da lavoro rilevanti per la misura e non deve essere confuso con il valore ISEE del nucleo familiare.
Il Bonus mamme 2026 deve essere richiesto direttamente all’INPS. Il servizio telematico è stato attivato il 20 ottobre 2026, come comunicato dall’Istituto con il messaggio n. 3343 del 20 ottobre 2026.La domanda può essere presentata attraverso tre canali.
1. Online sul sito INPS
La lavoratrice deve accedere al portale dell’Istituto e seguire il percorso:“Sostegni, Sussidi e Indennità” → “Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità” → “Per genitori” → “Vedi tutti i servizi” → “Nuovo Bonus mamme 2026”.L’accesso richiede una delle identità digitali ammesse:
2. Tramite patronato
È possibile rivolgersi a un istituto di patronato per ricevere assistenza nella compilazione e nella trasmissione della domanda.
3. Tramite Contact Center INPS
La richiesta può essere presentata anche attraverso il Contact Center, contattando:
Durante la compilazione occorre dichiarare i dati relativi ai figli, la propria situazione lavorativa e il rispetto del limite reddituale. È inoltre necessario indicare la modalità di pagamento, scegliendo tra accredito su un conto dotato di IBAN e bonifico domiciliato.
La scadenza ordinaria per presentare la domanda è fissata al 31 dicembre 2026. È prevista una proroga specifica per le lavoratrici che maturano i requisiti nel mese di dicembre: in questo caso la richiesta può essere presentata entro il 31 gennaio 2027.
È consigliabile non attendere gli ultimi giorni per inoltrare la domanda, così da consentire all’INPS di avviare l’istruttoria in tempo utile.
Le mensilità spettanti per il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 sono previste in un’unica soluzione nel mese di dicembre 2026, contestualmente al pagamento della mensilità riferita allo stesso mese, se l’istruttoria viene completata in tempo utile. Se la domanda non viene lavorata entro tale termine, il pagamento sarà effettuato dopo la conclusione dell’istruttoria, a partire da gennaio 2027. Dopo l’invio, la lavoratrice può accedere al servizio online per consultare le ricevute, verificare lo stato della pratica e controllare il provvedimento adottato dall’INPS. In caso di rigetto o riconoscimento soltanto parziale del contributo, è possibile presentare una richiesta telematica di riesame, allegando chiarimenti ed eventuali documenti utili a dimostrare il possesso dei requisiti.
No. Secondo le indicazioni fornite dall’INPS con la circolare n. 106 del 16 ottobre 2026, il contributo non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali e contributivi. Inoltre, le somme riconosciute non rilevano ai fini della determinazione dell’ISEE. Si tratta di un aspetto importante perché consente alle beneficiarie di ricevere il sostegno economico senza incrementare, per effetto del bonus stesso, il reddito imponibile o l’indicatore della situazione economica equivalente.
Il Bonus mamme 2026 viene riconosciuto automaticamente?
No. È necessario presentare una domanda all’INPS attraverso il servizio online, un patronato oppure il Contact Center.
Quanto spetta con due figli?
Fino a 720 euro, se la lavoratrice possiede tutti i requisiti e ha diritto a dodici mensilità. Il figlio più piccolo deve avere meno di dieci anni.
Una lavoratrice autonoma può richiederlo?
Sì, se è iscritta a una gestione previdenziale obbligatoria o a una Cassa professionale e rispetta i requisiti familiari e reddituali.
Qual è il reddito massimo previsto?
La somma dei redditi da lavoro rilevanti ai fini fiscali per il 2026 deve essere pari o inferiore a 40.000 euro.
Entro quando bisogna presentare la domanda?
Entro il 31 dicembre 2026, salvo il caso in cui i requisiti si perfezionino nel mese di dicembre: in questa situazione il termine è il 31 gennaio 2027.
Il bonus incide sull’ISEE?
No. L’importo non concorre alla determinazione dell’ISEE.
Il Bonus mamme 2026 rappresenta un sostegno economico fino a 720 euro per le lavoratrici con almeno due figli che rispettano le condizioni previste dalla normativa. L’apertura del servizio INPS dal 20 ottobre consente alle interessate di presentare la richiesta già da ora, senza attendere ulteriori comunicazioni. Prima di inoltrare la domanda è importante verificare il numero e l’età dei figli, la propria posizione lavorativa e il limite di reddito di 40.000 euro. Particolare attenzione è richiesta alle madri con almeno tre figli e contratto a tempo indeterminato, per le quali occorre valutare l’eventuale applicazione dell’esonero contributivo alternativo.