Un nuovo sostegno economico è in arrivo per i genitori separati o divorziati che, dopo la fine della relazione, si trovano a dover sostenere il costo di una nuova abitazione in affitto. Si tratta del bonus affitto per genitori separati o divorziati, previsto dalla Legge di Bilancio 2026 e finanziato con un apposito Fondo per il sostegno abitativo. La misura prevede un contributo che potrà arrivare fino a 500 euro al mese, per un massimo di 12 mesi e quindi fino a 6.000 euro complessivi. Una delle caratteristiche più interessanti è che, secondo le indicazioni diffuse dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per determinare l'accesso al beneficio non sarà utilizzato l'ISEE, ma il reddito del richiedente. Il bonus, tuttavia, non è ancora materialmente richiedibile. Il MIT ha annunciato che il bando dovrebbe essere pubblicato in autunno 2026, dopo il completamento della fase attuativa.
La misura nasce per aiutare quei genitori che, a seguito di una separazione o di un divorzio, non possono più vivere nell'abitazione familiare. In particolare, il contributo è destinato ai genitori separati o divorziati che non sono assegnatari della casa familiare e che devono quindi sostenere le spese per una nuova abitazione. La situazione può infatti diventare particolarmente difficile dal punto di vista economico: il genitore che lascia la casa familiare può trovarsi contemporaneamente a dover pagare un nuovo affitto, contribuire al mantenimento dei figli e continuare a sostenere altri costi legati alla precedente situazione abitativa. Proprio per questo motivo il Governo ha previsto un fondo specifico destinato al sostegno abitativo. Le risorse stanziate ammontano complessivamente a 60 milioni di euro per il periodo 2026-2028, pari a 20 milioni di euro all'anno.
Il contributo potrà coprire una parte delle spese sostenute per il pagamento dell'affitto. L'importo massimo previsto è di:
| Caratteristica | Importo |
|---|---|
| Contributo massimo mensile | 500 euro |
| Durata massima | 12 mesi |
| Contributo massimo complessivo | 6.000 euro |
| Copertura | Fino al 50% delle spese di affitto |
| Fondo complessivo | 60 milioni di euro |
| Periodo di finanziamento | 2026-2028 |
Il contributo, quindi, non dovrebbe essere automaticamente pari a 500 euro per tutti. Il limite dei 500 euro mensili rappresenta infatti il tetto massimo. Il sostegno sarà collegato alle effettive spese sostenute per l'affitto e alle condizioni previste dal decreto attuativo. Il MIT ha chiarito che il contributo potrà coprire il 50% delle spese di affitto, fino al limite massimo di 500 euro mensili e 6.000 euro annuali.
Supponiamo che un genitore separato paghi un canone di locazione di 700 euro al mese. Il 50% del canone sarebbe pari a 350 euro. In questo caso, il contributo massimo teorico sarebbe quindi di 350 euro al mese, sempre nel rispetto degli ulteriori requisiti previsti dal provvedimento attuativo. Se invece il canone fosse di 1.200 euro al mese, il 50% sarebbe pari a 600 euro. In questo caso opererebbe il limite massimo e il contributo non potrebbe superare 500 euro al mese.
Una delle principali novità della misura riguarda il parametro economico utilizzato per individuare i beneficiari. A differenza di molte altre agevolazioni destinate alle famiglie, non dovrebbe essere necessario presentare l'ISEE come parametro per accedere al contributo. Il MIT ha infatti indicato che il requisito economico sarà collegato al reddito, con riferimento all'IRPEF. Nelle indicazioni attualmente disponibili è stato indicato un limite di reddito annuo di 35.000 euro. Questo aspetto è particolarmente importante perché significa che il possesso di un ISEE superiore alle soglie normalmente utilizzate per altri bonus non dovrebbe, di per sé, impedire l'accesso alla misura. Bisognerà comunque attendere il decreto attuativo e il bando per conoscere nel dettaglio il periodo d'imposta di riferimento, le modalità di calcolo del reddito e la documentazione che dovrà essere presentata.
Sulla base delle informazioni rese disponibili dal MIT, la misura è destinata ai genitori separati o divorziati che presentano determinate condizioni. In particolare, tra i requisiti annunciati rientrano:
Il MIT ha inoltre indicato, tra le condizioni della misura, la mancanza di altri immobili nel raggio di 50 chilometri dalla precedente abitazione familiare. Quest'ultimo requisito dovrà essere verificato alla luce delle disposizioni definitive del provvedimento attuativo.
Le prime indicazioni diffuse dal Ministero hanno collegato il beneficio alla presenza di figli a carico, con riferimento anche ai figli fino al compimento dei 21 anni. Anche su questo punto sarà importante attendere il testo definitivo del decreto, perché sarà il provvedimento attuativo a stabilire nel dettaglio le condizioni necessarie per accedere al Fondo. Non bisogna quindi confondere il bonus con l'Assegno unico o con le altre prestazioni riconosciute alle famiglie con figli: si tratta di una misura distinta, specificamente destinata al sostegno abitativo del genitore separato o divorziato.
Questa è una delle informazioni più importanti per chi sta aspettando il bonus. Al momento non è ancora possibile presentare la domanda. La Legge di Bilancio 2026 ha previsto il Fondo, ma per rendere concretamente operativo il contributo era necessario il successivo provvedimento attuativo. Il MIT ha comunicato il 16 settembre 2026 che la misura è entrata nella fase attuativa e che l'obiettivo è pubblicare in autunno il bando per l'accesso ai contributi. Soltanto dopo la pubblicazione del bando sarà possibile conoscere con certezza:
È quindi importante diffidare, in questa fase, di eventuali comunicazioni che invitino a presentare immediatamente una domanda per ottenere i 6.000 euro.
Un'altra informazione importante riguarda la cumulabilità. Secondo le indicazioni attualmente diffuse dal MIT, il contributo non sarà cumulabile con altri sussidi destinati al pagamento dell'affitto. Anche in questo caso sarà comunque necessario verificare il testo definitivo del decreto e del bando, che stabiliranno concretamente le regole da applicare.
La domanda dovrebbe essere presentata online. Il MIT ha indicato infatti che la richiesta sarà effettuata attraverso una procedura telematica. È quindi opportuno che i potenziali beneficiari inizino già a verificare la propria situazione e a conservare la documentazione relativa:
In questo modo sarà più semplice procedere con la domanda quando il bando sarà effettivamente disponibile.
Il bonus previsto per i genitori separati non deve essere confuso con le detrazioni IRPEF per gli inquilini previste dalla normativa fiscale. Nel primo caso si tratta di un contributo finanziato attraverso un apposito Fondo pubblico e destinato a una specifica categoria di genitori. Nel secondo caso si parla invece di una detrazione fiscale collegata al contratto di locazione e alle condizioni previste dalla normativa tributaria. Sono quindi strumenti differenti, con requisiti e modalità di funzionamento diversi.
Il nuovo bonus affitto per genitori separati e divorziati rappresenta una delle misure previste nel 2026 per affrontare il problema del disagio abitativo. Il contributo potrà arrivare fino a 500 euro al mese per 12 mesi, per un massimo di 6.000 euro all'anno, e potrà coprire fino al 50% delle spese di affitto. La caratteristica più particolare è che, secondo le indicazioni del MIT, non sarà utilizzato l'ISEE come parametro economico, ma il reddito, con una soglia indicata attualmente in 35.000 euro annui. La misura dispone di 60 milioni di euro complessivi per il triennio 2026-2028.Al 22 settembre 2026, però, il bonus non è ancora richiedibile: il MIT ha annunciato che il bando dovrebbe arrivare in autunno. Per chi rientra potenzialmente nella platea dei beneficiari, quindi, il consiglio è quello di preparare la documentazione e attendere la pubblicazione ufficiale del bando, che chiarirà definitivamente requisiti, modalità di domanda e criteri di assegnazione delle risorse.
Il bonus affitto per genitori separati richiede l'ISEE?
No. Secondo le indicazioni attualmente fornite dal MIT, il parametro economico sarà il reddito e non l'ISEE.
Quanto spetta?
Il contributo può arrivare fino a 500 euro al mese, per un massimo di 12 mesi e quindi 6.000 euro complessivi.
Chi può richiederlo?
La misura è destinata ai genitori separati o divorziati non assegnatari dell'abitazione familiare, con figli a carico e in possesso degli ulteriori requisiti che saranno definiti dal decreto attuativo.
Il bonus è già richiedibile?
No. Il MIT ha annunciato la pubblicazione del bando in autunno 2026.Serve avere un contratto di affitto?
Sì. Tra le condizioni indicate dal MIT figura la presenza di un regolare contratto di locazione.
Il bonus può arrivare a 6.000 euro?
Sì, il limite massimo annunciato è di 500 euro al mese per 12 mesi, pari a 6.000 euro complessivi.
Il bonus è cumulabile con altri contributi per l'affitto?
Secondo le indicazioni attualmente disponibili, no. Sarà comunque il decreto attuativo a definire nel dettaglio le regole sulla cumulabilità.