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12 Feb
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In Italia, anche i bonifici tra familiari – come quelli tra genitori e figli o tra fratelli – possono finire sotto la lente dell’Agenzia delle Entrate se non gestiti correttamente. Sebbene spesso si tratti di trasferimenti legittimi (come aiuti economici o regali), il Fisco ha strumenti per analizzare i movimenti bancari dei contribuenti e valutare se dietro a un bonifico ci siano redditi non dichiarati

Per questo motivo, è importante sapere come compilare la causale e quali precauzioni adottare per evitare contestazioni.

Perché il Fisco può guardare ai bonifici tra parenti

L’Agenzia delle Entrate può esaminare i movimenti sui conti correnti per individuare redditi occulti o somme non dichiarate. Anche un bonifico tra parenti, se di importo significativo o senza causale chiara, può essere oggetto di verifica. Tuttavia, quando il trasferimento è giustificabile e trasparente, non è automaticamente considerato reddito imponibile

Una decisione recente della giustizia tributaria ha ribadito che i bonifici tra familiari non sono automaticamente considerati redditi, se si dimostra la natura solidaristica o affettiva del trasferimento.


Come compilare la causale correttamente

La causale del bonifico è fondamentale: deve spiegare in modo semplice ma chiaro perché il denaro viene trasferito. Una descrizione vaga o ambigua può generare dubbi e portare a richieste di chiarimenti da parte del Fisco.Esempi di causali consigliate includono:

  • “Regalo di compleanno a figlio” – indica chiaramente che si tratta di una donazione spontanea.
  • “Sostegno alle spese familiari” – utile nei casi di aiuti economici regolari o temporanei.
  • “Anticipo per acquisto immobile da padre a figlio” – chiarisce la finalità dell’importo trasferito.

Evita causali generiche o troppo affettive, come “grazie per tutto”, perché potrebbero essere interpretate come compensi per servizi o prestazioni.


Tracciabilità e documentazione

Per proteggersi da eventuali controlli:

  • Effettua il bonifico sempre tramite strumenti tracciabili come bonifico bancario o assegno non trasferibile.
  • Conserva una documentazione di supporto: ad esempio una scrittura privata, una comunicazione tramite PEC o altra prova che spieghi la natura del trasferimento.
  • Se si tratta di donazioni di importo molto elevato, valuta la possibilità di formalizzarle con un atto notarile, anche se non sempre è obbligatorio.

Quando può scattare un controllo

I controlli fiscali non sono automatici, ma possono essere avviati soprattutto se:

  • Il bonifico è di importo elevato.
  • Non viene indicata alcuna causale o questa è poco chiara.
  • La transazione è frequente e senza motivazioni comprensibili.

In questi casi, l’Agenzia delle Entrate può chiedere al contribuente di giustificare le somme ricevute o inviate. Senza una documentazione chiara, l’importo potrebbe essere riqualificato come reddito imponibile.


In sintesi

I bonifici tra parenti non sono vietati né considerati automaticamente redditi tassabili, ma devono essere fatti con trasparenza e causali precise. Specificare il motivo del trasferimento e mantenere traccia di eventuali accordi è un modo efficace per evitare incomprensioni o contestazioni con il Fisco.

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