2 min letti
07 Jan
07Jan

A partire dal 1 gennaio 2026, le spedizioni provenienti da Paesi extra-UE e destinate all'Unione Europea subiranno una nuova tassa di 2 euro per coprire le spese amministrative doganali. Questo contributo, stabilito dal governo italiano, riguarda le spedizioni dal valore dichiarato inferiore o uguale a 150 euro e si applica indipendentemente dalla tipologia di transazione commerciale sottostante.

Cos’è la tassa di 2 euro sulle spedizioni extra-UE?

La nuova norma, introdotta dai commi 1-bis a 1-quater dell'articolo 29, prevede un contributo di 2 euro a carico delle spedizioni che arrivano in Italia da Paesi non appartenenti all'Unione Europea, con un valore dichiarato non superiore a 150 euro. La tassa è destinata a coprire le spese amministrative sostenute dalle autorità doganali per lo smistamento e la gestione delle merci in ingresso. La riscossione del contributo avviene al momento dell'importazione definitiva delle merci, cioè quando vengono sdoganate e possono essere consegnate al destinatario.

Quando si applica il contributo di 2 euro?

Il contributo di 2 euro si applica a una varietà di spedizioni. La Circolare n. 37/2025 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha chiarito che la tassa è dovuta per tutte le spedizioni che rispettano le seguenti condizioni:

  1. Spedizioni destinate a consumatori finali – Indipendentemente dal fatto che si tratti di acquisti online effettuati su piattaforme di commercio elettronico, ogni spedizione destinata a un consumatore privato sarà soggetta alla tassa.
  2. Spedizioni verso operatori commerciali – Le transazioni business to business (B2B), come gli acquisti effettuati da aziende o professionisti presso fornitori esteri, sono incluse nel contributo.
  3. Spedizioni tra privati – Anche i pacchi inviati da un privato a un altro, inclusi quelli contenenti beni senza scopo commerciale, sono soggetti al pagamento della tassa.

Non importa, quindi, se la spedizione riguarda un acquisto commerciale, un regalo personale o altre transazioni non professionali: ogni pacco che rientra nei parametri stabiliti (valore inferiore o uguale a 150 euro) vedrà l'applicazione della tassa.

Le esclusioni

Ci sono, tuttavia, alcune eccezioni. Ad esempio, non si applica la tassa per le merci importate a seguito di viaggiatori (operazioni di sdoganamento per beni a seguito passeggeri) se dichiarate verbalmente. Inoltre, se le spedizioni sono dichiarate sotto un regime speciale di immissione in libera pratica che non rientra nella definizione di "spedizione", il contributo non sarà dovuto.

Le contestazioni e la possibile violazione delle normative europee

Questa nuova tassa ha sollevato diverse preoccupazioni, tra cui quelle sollevate dal Codacons, l'associazione di difesa dei diritti dei consumatori. Secondo il Codacons, la tassa potrebbe violare le normative europee, in particolare l'articolo 3 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE), che stabilisce che gli Stati membri non possono introdurre unilateralmente dazi o ostacoli commerciali verso altri Paesi. Secondo questa interpretazione, se il governo italiano intende applicare una tassa solo sulle spedizioni provenienti da Paesi extra-UE, dovrebbe applicarla anche a tutte le spedizioni, comprese quelle provenienti da altri Stati membri dell'Unione, per evitare distorsioni nel mercato.

Le implicazioni pratiche per i consumatori e i commercianti

Per i consumatori italiani, l'introduzione della tassa potrebbe comportare costi aggiuntivi sugli acquisti provenienti da Paesi extra-UE, in particolare quelli di valore più contenuto. Sebbene la cifra di 2 euro non sembri eccessiva, potrebbe aumentare le spese generali per chi effettua acquisti online da piattaforme estere.Per i commercianti, l'applicazione di questa tassa potrebbe complicare ulteriormente le operazioni di importazione, soprattutto per chi effettua frequenti transazioni con Paesi extra-UE. Gli operatori dovranno quindi prevedere un sistema per gestire il pagamento del contributo doganale al momento dell'arrivo delle spedizioni, aggiungendo un altro livello di gestione logistica e amministrativa.

Cosa aspettarsi in futuro?

Al momento, la norma è ancora in fase di applicazione e si attendono ulteriori chiarimenti da parte delle autorità competenti. Il testo definitivo della legge dovrebbe stabilire con precisione come verranno gestiti i pagamenti, se ci saranno ulteriori esenzioni o modifiche e come la tassa influirà sulle operazioni di commercio elettronico internazionale.In ogni caso, le modifiche portate dalla nuova tassa sulle spedizioni potrebbero rappresentare un cambiamento significativo nel panorama delle importazioni di piccole dimensioni e potrebbe avere effetti sia sui consumatori che sulle imprese che operano nel settore del commercio online.

Conclusioni

La tassa di 2 euro sulle spedizioni extra-UE è una misura che mira a coprire le spese amministrative doganali per le spedizioni di valore contenuto, ma solleva anche interrogativi sulle sue implicazioni legali e pratiche. In ogni caso, i consumatori e le imprese dovranno tenere conto di questo nuovo costo nelle loro transazioni internazionali, e sarà fondamentale seguire gli sviluppi della normativa per evitare spiacevoli sorprese.


POTREBBE INTERESSARTI:

- Corso esperto in contabilità;

- Corso redditi, bilancio e iva;

- Corso analisi di bilancio;

- Corso pratiche CCIAA;

Commenti
* L'indirizzo e-mail non verrà pubblicato sul sito Web.