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29 Jul
29Jul

Uno dei dubbi più frequenti riguarda il rapporto tra prima casa, abitazione principale e immobili concessi in locazione. Molti contribuenti ritengono che il semplice fatto di possedere un solo immobile sia sufficiente per beneficiare dell’esenzione IMU prevista per l’abitazione principale. Tuttavia, la normativa IMU non guarda esclusivamente al numero di immobili posseduti, ma soprattutto al rapporto tra il proprietario e l’immobile, verificando se il contribuente vi abbia stabilito la propria residenza anagrafica e la dimora abituale. Pertanto, una casa che rappresenta l’unico immobile di proprietà può comunque essere soggetta al pagamento dell’IMU se viene concessa in affitto e il proprietario trasferisce la propria residenza altrove.


La differenza tra “prima casa” e “abitazione principale”

Nel linguaggio comune spesso vengono utilizzati come sinonimi i termini prima casa e abitazione principale, ma dal punto di vista fiscale hanno significati differenti. La prima casa è generalmente collegata all’acquisto dell’immobile e alle agevolazioni previste in fase di compravendita (ad esempio imposte ridotte sull’acquisto). L’abitazione principale, invece, ai fini IMU, è definita dal legislatore come:

l’immobile nel quale il possessore e i componenti del nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Quindi, per beneficiare dell’esenzione IMU, non è sufficiente essere proprietari di una sola abitazione. Sono necessari due requisiti contemporanei:

  • residenza anagrafica nell’immobile;
  • dimora abituale nello stesso immobile.

Se manca anche uno solo di questi elementi, l’immobile non può essere considerato abitazione principale ai fini IMU.


Casa unica di proprietà data in affitto: cosa succede?

Il caso più comune è quello del proprietario che possiede una sola abitazione, ma decide di trasferirsi altrove e concedere l’immobile in locazione. Esempio:

  • Mario possiede una sola casa a Milano;
  • trasferisce la propria residenza in Calabria;
  • concede la casa di Milano in affitto ad un inquilino.

In questa situazione, anche se l’immobile è l’unico posseduto, non è più abitazione principale del proprietario. La casa diventa infatti un immobile locato e, ai fini IMU, viene considerata una seconda casa fiscalmente, anche se il contribuente non possiede altri immobili. Di conseguenza, il proprietario dovrà versare l’IMU secondo le aliquote stabilite dal Comune dove è situato l’immobile.


Perché si paga l’IMU se è l’unica proprietà?

La ratio della normativa è legata al fatto che l’esenzione IMU è stata introdotta per tutelare l’abitazione nella quale il contribuente vive effettivamente. L’agevolazione non è destinata alla semplice “prima proprietà immobiliare”, ma alla casa utilizzata come abitazione personale e familiare. Quando il proprietario trasferisce la propria residenza e concede l’immobile a terzi, viene meno il requisito dell’utilizzo diretto dell’abitazione. Pertanto:

SituazioneIMU
Casa di proprietà con residenza e dimora abitualeEsente IMU (salvo immobili di lusso)
Casa unica di proprietà concessa in affittoIMU dovuta
Casa acquistata ma mai abitata dal proprietarioIMU dovuta
Casa lasciata vuota senza residenzaIMU dovuta

Eccezione: immobili di lusso

Anche quando l’immobile è abitazione principale, l’esenzione IMU non si applica agli immobili appartenenti alle categorie catastali:

  • A/1 (abitazioni signorili);
  • A/8 (ville);
  • A/9 (castelli e palazzi di pregio storico o artistico).

Per questi immobili l’IMU resta dovuta anche se utilizzati come abitazione principale, con applicazione delle eventuali detrazioni previste.


Caso particolare: trasferimento temporaneo della residenza

Può capitare che il proprietario trasferisca temporaneamente la residenza per motivi di lavoro, salute o altre esigenze personali. Anche in questi casi, però, ai fini IMU conta la situazione formale e sostanziale:

  • se il contribuente non risiede più nell’immobile;
  • se non vi dimora abitualmente;
  • se l’immobile viene affittato,

l’esenzione viene meno. Non rileva quindi il fatto che il proprietario consideri quella casa come la propria “vera casa” o come l’unico patrimonio immobiliare posseduto.


Chi paga l’IMU in caso di immobile affittato?

L’obbligo di pagamento dell’IMU grava sul proprietario o titolare di altro diritto reale sull’immobile. L’inquilino che occupa la casa in affitto non deve pagare l’IMU. Il proprietario dovrà quindi:

  1. calcolare l’imposta sulla base della rendita catastale rivalutata;
  2. applicare l’aliquota stabilita dal Comune;
  3. versare l’importo tramite modello F24.

Il pagamento avviene normalmente in due rate:

  • acconto IMU entro il 16 giugno;
  • saldo IMU entro il 16 dicembre.

È comunque possibile versare l’intero importo in un’unica soluzione entro il termine previsto per l’acconto.


Come si calcola l’IMU su una casa affittata?

Il calcolo parte dalla rendita catastale dell’immobile. La procedura generale prevede:

  1. rivalutazione della rendita catastale del 5%;
  2. applicazione del coefficiente previsto per la categoria catastale;
  3. applicazione dell’aliquota IMU deliberata dal Comune.

L’importo finale può variare sensibilmente in base:

  • alla città dove si trova l’immobile;
  • alla categoria catastale;
  • alla rendita catastale;
  • alle aliquote comunali.

Per questo motivo non esiste un importo IMU uguale per tutti gli immobili.


Affitto della prima casa: attenzione anche alle agevolazioni

Un ulteriore aspetto riguarda le agevolazioni ottenute al momento dell’acquisto. Chi acquista una casa con agevolazioni “prima casa” può successivamente concederla in affitto senza perdere automaticamente il beneficio fiscale. La locazione dell’immobile, infatti, non determina di per sé la decadenza dall’agevolazione prima casa. Tuttavia, cambia il trattamento ai fini IMU:

  • finché il proprietario risiede nell’immobile → abitazione principale esente;
  • quando trasferisce la residenza e lo affitta → IMU dovuta.

Sono quindi due discipline fiscali diverse.


Conclusioni

Possedere una sola abitazione non significa automaticamente essere esonerati dal pagamento dell’IMU. L’esenzione spetta esclusivamente quando l’immobile rappresenta effettivamente l’abitazione principale, cioè quando il proprietario vi risiede anagraficamente e vi dimora abitualmente. Se invece il proprietario trasferisce la residenza in un altro Comune o in un’altra abitazione e concede la casa in affitto, anche se rimane l’unico immobile posseduto, l’immobile perde la qualifica di abitazione principale e diventa soggetto a IMU. La regola fondamentale da ricordare è quindi: ai fini IMU non conta quante case possiede il contribuente, ma dove vive realmente e risiede anagraficamente. Un’unica casa di proprietà può quindi essere esente da IMU se è la propria abitazione principale, ma può diventare imponibile se viene concessa in locazione.

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