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21 Apr
21Apr

Con il modello 730/2026, relativo ai redditi percepiti nel 2025, il Quadro M conferma il proprio ruolo centrale per la dichiarazione dei redditi soggetti a tassazione separata, imposta sostitutiva e per alcune fattispecie specifiche come la rivalutazione dei terreni.

Si tratta di una sezione particolarmente tecnica del modello 730, che richiede attenzione nella compilazione per evitare errori di liquidazione o contestazioni future. In questa guida analizziamo struttura, casi pratici e principali righi da compilare.


Cos’è il Quadro M del 730/2026

Il Quadro M è destinato all’indicazione di redditi che, per previsione normativa, non confluiscono nel reddito complessivo ordinario, ma vengono assoggettati a una tassazione autonoma rispetto agli altri redditi del contribuente.

Rientrano in questa categoria, ad esempio:

  • arretrati di lavoro dipendente;
  • indennità di cessazione rapporti;
  • rimborsi di oneri dedotti o detratti negli anni precedenti;
  • redditi di capitale soggetti a imposta sostitutiva;
  • compensi da lezioni private;
  • plusvalenze e rivalutazioni di terreni.

La tassazione separata consente generalmente di applicare un’aliquota media calcolata secondo criteri specifici, evitando che importi percepiti in un solo anno facciano aumentare eccessivamente la pressione fiscale complessiva.


Struttura del Quadro M

Il quadro è suddiviso in più sezioni:

Sezione I – Redditi soggetti a tassazione separata

Comprende le casistiche più frequenti per i contribuenti privati, tra cui:

  • indennità e anticipazioni;
  • redditi percepiti da eredi;
  • rimborsi di spese detratte o dedotte;
  • emolumenti arretrati;
  • indennità di fine rapporto diverse dal TFR.

Sezione II – Imposta sostitutiva

Dedicata a specifici redditi assoggettati a tassazione sostitutiva, tra cui alcuni redditi di capitale e compensi per attività di insegnamento privato.

Sezione III – Rivalutazioni e altri dati particolari

Include informazioni relative alla rivalutazione dei terreni e ulteriori ipotesi previste dalle istruzioni ministeriali.


I righi più utilizzati nel 730/2026

Rigo M1 – Indennità e somme per cessazione rapporti

Va compilato in presenza di somme percepite per cessazione di rapporti di agenzia, funzioni notarili o altri rapporti assimilati.Occorre indicare:

  • tipologia di reddito;
  • anno di maturazione;
  • importi percepiti;
  • eventuali ritenute subite.

Rigo M3 – Rimborsi di oneri detratti

Uno dei righi più frequenti nella precompilata.Si utilizza quando il contribuente riceve nel 2025 un rimborso relativo a spese sanitarie, assicurative o altre spese che in passato hanno generato una detrazione fiscale.

Esempio: spesa medica detratta nel 2024 e rimborsata dall’assicurazione nel 2025.

In tal caso il rimborso può essere tassato separatamente.


Rigo M4 – Rimborsi di oneri dedotti

Diverso dal rigo M3, riguarda somme rimborsate riferite a oneri che avevano ridotto il reddito imponibile (non l’imposta), come alcuni contributi o deduzioni specifiche.


Rigo M6 – Emolumenti arretrati

Destinato agli arretrati di lavoro dipendente relativi ad anni precedenti percepiti nel 2025, ad esempio:

  • rinnovi contrattuali;
  • sentenze favorevoli;
  • differenze retributive liquidate in ritardo.

La tassazione separata evita che tali somme siano tassate con aliquote più elevate nell’anno di pagamento.


Quando conviene la tassazione ordinaria

In alcune ipotesi il contribuente può optare per la tassazione ordinaria anziché separata.La convenienza dipende da vari fattori:

  • reddito complessivo dell’anno;
  • presenza di detrazioni;
  • eventuali perdite fiscali;
  • scaglione IRPEF personale.

Per questo motivo, prima dell’invio del 730 è opportuno simulare entrambe le ipotesi con un professionista.


Errori da evitare

Tra gli errori più comuni nella compilazione del Quadro M:

  • indicare importi già tassati definitivamente;
  • confondere oneri dedotti con oneri detratti;
  • duplicare redditi presenti nella Certificazione Unica;
  • non esercitare l’opzione più conveniente;
  • omettere ritenute già subite.

Il Quadro M nella dichiarazione precompilata

Molti dati del Quadro M possono essere già presenti nel 730 precompilato, grazie alle comunicazioni inviate da sostituti d’imposta, assicurazioni e altri soggetti terzi.

Tuttavia, la presenza del dato non garantisce automaticamente la correttezza fiscale della compilazione: il contribuente resta responsabile della verifica finale. 

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